Via libera alla richiesta minima avanzata dalle associazioni con un incremento del 50% sulle prestazioni di qualità più alte
Via libera alla richiesta minima avanzata dalle associazioni con un incremento del 50% sulle prestazioni di qualità più alte
C’è un livello della sanità siciliana di cui si parla poco, eppure decisivo per la vita quotidiana delle persone più fragili, quello dei distretti socio-sanitari
Segnali di apertura dal governo Schifani per la dialisi in Sicilia.
La proroga annuale, concordata dai governi regionale e nazionale, scade il prossimo 31 luglio e le famiglie dei piccoli degenti da alcuni giorni manifestano preoccupazione.
Più di 1.500 persone si sono radunate ieri in piazza Bologni, a Palermo, per partecipare alla manifestazione “Sanità per tutti”, organizzata dal Movimento 5 Stelle. I manifestanti, arrivati da diverse Province siciliane, hanno protestato contro le criticità del sistema sanitario regionale, chiedendo interventi urgenti e concreti.
Il protocollo di legalità riguarderà la realizzazione dell’ospedale pediatrico di eccellenza e del nuovo policlinico a Palermo, nella ristrutturazione del presidio ospedaliero “Ingrassia” nel capoluogo siciliano e di quello di Corleone.
Più sicurezza per il personale sanitario in servizio nelle strutture pubbliche e sui mezzi di trasporto del servizio emergenza-urgenza 118. Firmato il protocollo d’intesa dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, dal prefetto di Palermo, Massimo Mariani e dall’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni.
L’emergenza non è più quella pandemica, ma quella sistemica. Il ricorso ai medici e infermieri a gettone, utilizzato soprattutto durante gli anni più duri del Covid, è diventato oggi il sintomo più evidente della crisi strutturale della sanità pubblica
Approvata la progettazione esecutiva della “cell factory” per terapie avanzate del futuro Polo oncoematologico dell’azienda Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo
In Sicilia scatta l’obbligo di assumere medici non obiettori di coscienza nelle strutture ospedaliere pubbliche, garantendo così la piena attuazione della legge 194 del 1978, che tutela il diritto delle donne all’interruzione volontaria di gravidanza.