L’inaugurazione dei nuovi locali dell’Hospice di Salemi segna un passaggio importante per la rete sanitaria della provincia di Trapani. Attorno alla struttura emerge però anche un tema che negli ultimi anni ha assunto un peso crescente nella sanità contemporanea: l’umanizzazione delle cure e il valore della relazione affettiva nel percorso assistenziale dei pazienti più fragili.
In questo contesto l’Asp di Trapani ha definito un regolamento che disciplina l’accesso e lo stazionamento temporaneo degli animali d’affezione nelle strutture sanitarie dell’azienda, con l’obiettivo di consentire ai pazienti ricoverati di incontrare il proprio animale di compagnia anche in ospedale. Non solo nell’Hospice di Salemi, ma anche negli ospedali di Trapani, Marsala, Mazara del Vallo, Castelvetrano e Alcamo, insieme agli ospedali di comunità e altre strutture territoriali.
“Per molte persone l’animale domestico rappresenta una parte della famiglia. È una presenza quotidiana che accompagna la vita e che, nei momenti di fragilità, può diventare ancora più importante. Permettere ai pazienti di incontrare il proprio animale, qualsiasi sia la sua dimensione, anche durante il ricovero significa riconoscere il valore di questo legame e contribuire al loro benessere emotivo”, evidenzia Sabrina Pulvirenti, commissario straordinario dell’Asp di Trapani.
Animali nel percorso di cura
Negli ultimi anni la sanità ha iniziato a guardare con maggiore attenzione al rapporto tra uomo e animale, non soltanto dal punto di vista emotivo ma anche scientifico. Diversi studi evidenziano che la presenza di un animale può contribuire a ridurre ansia e stress, favorire il rilassamento e migliorare l’umore dei pazienti. In alcuni casi si osservano anche effetti fisiologici come l’abbassamento della pressione sanguigna e una maggiore stabilità del battito cardiaco.
Non sorprende quindi che sempre più strutture sanitarie stiano introducendo percorsi che tengono conto di questa dimensione affettiva della cura. La relazione con l’animale domestico diventa parte della qualità della vita del paziente. Anche durante il ricovero.
L’ingresso nei presidi
“L’ingresso degli animali nelle strutture sanitarie segue linee guida precise che tutelano sia la salute del paziente sia il benessere dell’animale. Il regolamento definisce procedure sanitarie che prevedono certificazioni veterinarie e verifiche igieniche proprio per consentire l’accesso senza interferire con le attività cliniche. L’obiettivo è permettere questo momento di incontro in sicurezza, evitando qualsiasi rischio o disturbo per gli altri pazienti ricoverati. Per questo ogni visita viene concordata con la direzione sanitaria della struttura e gestita da personale formato”, spiegano Ugo Azzaro, medico veterinario dell’Asp Trapani, e Roberto Messineo, direttore del Dipartimento veterinario dell’Asp Trapani.
Il paziente o i familiari, infatti, devono presentare una richiesta alla direzione sanitaria del presidio. I responsabili sanitari valuteranno le condizioni cliniche del paziente e verificheranno che esistano le condizioni organizzative per consentire l’incontro.
Sono ammessi cani, gatti e conigli di proprietà dei pazienti o dei loro familiari, ma gli animali devono avere il libretto sanitario, vaccinazioni regolari e un certificato veterinario che attesti il buono stato di salute. Per i cani è prevista l’identificazione tramite microchip e l’utilizzo del guinzaglio durante la visita. Gatti e conigli devono restare in trasportino o comunque in condizioni che evitino la fuga dell’animale.
L’autorizzazione varrà solo per il giorno e l’orario indicati nella richiesta. Una scelta che permette al personale sanitario di organizzare la visita in sicurezza e senza creare interferenze con le attività assistenziali. Tutto nel rispetto delle regole previste per la tutela dei pazienti e del personale.
Cure palliative e approccio One Health
All’interno di un hospice la dimensione relazionale assume un valore ancora più forte. Le cure palliative non riguardano soltanto gli aspetti clinici della malattia, ma guardano alla persona nella sua interezza, alla sua storia, alle relazioni e agli affetti che accompagnano la vita quotidiana.
Durante l’inaugurazione dell’Hospice, il direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia, Francesca Di Gaudio, ha sottolineato che: “Il rapporto tra uomo e animale ha un valore terapeutico riconosciuto, soprattutto nei momenti di fragilità della vita. Consentire ai pazienti di non separarsi dai propri animali significa preservare una dimensione affettiva fondamentale e contribuire al benessere emotivo della persona. L’approccio One Health ci ricorda proprio questo. La salute dell’uomo, quella degli animali e quella dell’ambiente sono strettamente collegate e devono essere considerate insieme anche nei percorsi di cura”.


