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Nuova Emodinamica a Enna, il reparto “salva vite” entra nel vivo: registrate ben 81 procedure

È trascorso poco più di un mese dall’apertura del reparto di emodinamica presso l’ospedale Umberto I di Enna, e i numeri parlano già da soli. Da quando, il 19 gennaio scorso, è stato eseguito il primo intervento, il nuovo reparto ha registrato ben 81 procedure, tra cui 26 angioplastiche coronariche.

C’è di più. Dal 13 febbraio l’emodinamica è entrata a far parte della rete dell’IMA, sono arrivati numerosi casi di infarti miocardici tramite 118, tra cui diversi ad alta complessità (STEMI) ovvero infarti acuti del miocardio che richiedono un intervento immediato e senza margine di errore, e sono stati trattati efficacemente mediante angioplastica. Numeri che non ci si aspetterebbe da un reparto appena avviato, e che raccontano qualcosa di più di una semplice statistica: raccontano di un territorio che finalmente non deve più guardare altrove nei momenti critici.

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Non si è trattato soltanto di numeri, ma di casi concreti, alcuni dei quali di notevole difficoltà, affrontati con successo grazie all’ausilio di dispositivi tecnologicamente avanzati di cui il reparto è stato dotato fin dall’apertura. La presenza di strumentazioni all’avanguardia ha consentito all’équipe di gestire in sicurezza situazioni molto delicate.

A guidare il reparto è il professor Marco Barbanti, cardiologo con una solida esperienza internazionale che ad Enna lavora già da tre anni. In questo lasso di tempo ha ridisegnato il profilo clinico e organizzativo della cardiologia locale, e ora porta lo stesso approccio all’emodinamica. Con lui, sei cardiologi emodinamisti operativi già in servizio e un team di 5 infermieri e 3 tecnici di radiologia dedicati. E a breve arriveranno anche quattro tecnici di fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare, selezionati tramite concorso pubblico: figure altamente specializzate, la cui presenza non è affatto scontata in reparti di questo tipo, e che amplieranno sensibilmente sia la qualità che la quantità delle prestazioni erogabili.

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“Sono profondamente orgoglioso di poter contribuire, qui ad Enna, all’avvio di un servizio di questo livello – ha dichiarato il professor Barbanti – Poter operare con la piena fiducia della Direzione e disporre di risorse adeguate non è qualcosa che si dà per scontato. Questo ci permette di lavorare con la serenità e la determinazione che un reparto come l’emodinamica richiede. Affrontiamo molte criticità, ma ritengo che stiamo gettando basi solide e i risultati di questo primo mese ci dicono che siamo sulla strada giusta. La mia riconoscenza va anche a tutti i medici, infermieri e OSS del reparto di Cardiologia e UTIC che con il loro lavoro stanno consentendo l’avvio di un’attività cosi delicata e complessa, mantenendo – e in alcuni casi perfino potenziando – i servizi della cardiologia al territorio.”

Per ora il reparto opera dodici ore al giorno, dalle 8 alle 20, come previsto dalle linee guida per la fase di startup. Ma in breve tempo — lo assicurano sia Barbanti che il direttore sanitario Ennio Ciotta — si passerà alla copertura h24. Una svolta necessaria che garantirà un incremento sostanziale delle procedure operando in modo continuativo, perchè: in cardiologia d’urgenza, non esistono orari.

Il dottor Ciotta, che conosce bene l’emodinamica non soltanto dal punto di vista gestionale ma anche per esperienza diretta sul campo, non nasconde l’emozione di questo momento. “Nella cardiologia moderna, l’emodinamica non è un reparto tra gli altri: è spesso la differenza tra la vita e la morte – ha commentato –. Sapere quanto questo territorio aspettasse una struttura simile rende ancora più significativo ciò che stiamo realizzando. Essere parte di questa fase storica per la sanità ennese è per me motivo di grande soddisfazione personale e professionale.”

A chiudere il quadro il Direttore Generale Mario Zappia, ha voluto sottolineare il valore strategico di quanto ottenuto. “Era inaccettabile che un territorio come quello ennese fosse privo di un reparto di emodinamica. Abbiamo lavorato con determinazione per colmare questo vuoto. Oggi siamo orgogliosi dei risultati, e lo siamo soprattutto perché quei numeri — 81 procedure in poco più di un mese — non sono statistiche astratte. Sono 81 persone che hanno potuto affrontare interventi delicati vicino casa, in sicurezza, senza subire il trauma e il rischio di un trasferimento d’urgenza. In questo tipo di procedure, ogni secondo conta. Poter azzerare i tempi di attesa vuol dire, concretamente, salvare vite umane.”

Un risultato che appartiene all’intera comunità ennese. Un punto di svolta reale, atteso da troppo tempo, per una sanità territoriale che meritava — e finalmente ha — un presidio all’altezza.

di Redazione
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