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In Italia 5mila psicologi per 60mln di abitanti. Lazzari (Cnop): “Tutto come 40 anni fa”

“Milioni di italiani non trovano risposte in un Paese che ha 5mila psicologi pubblici per 60 milioni di abitanti, lo stesso numero di 40 anni fa”. Mentre i problemi psicologici in tutte le fasce d’età hanno “raggiunto livelli mai visti” e l’incidenza nelle fasce medio-basse di reddito, quelle che non possono accedere a uno psicologo privato, “è maggiore del 30%”. La denuncia arriva dal Consiglio Nazionale degli Ordini degli Psicologi (Cnop), in occasione degli Stati Generali della Professione, in corso a Roma.

Oggi sappiamo che “persino l’attività genetica è influenzata dalla psiche, ma “ancora nel 2023 – ha affermato nel discorso di apertura il presidente del Cnop Davide Lazzari – gli psicologi sono un lusso negli ospedali, nelle scuole, nelle strutture per anziani, persino nei Centri di Salute Mentale”. Basti pensare che siamo “l’ultimo Paese in Europa per investimenti pubblici in questo campo, 61 euro l’anno a fronte di 500 euro di Francia e Germania, lo 0,2% in termini reali del Pil (dati Ocse)”. È però anche vero che molti risultati sono stati raggiunti negli ultimi anni, soprattutto a seguito della pandemia Covid. “Mai tanti provvedimenti si erano visti sui temi psicologici: siamo riusciti ad entrare nell’agenda della politica”. È stato introdotto il bonus psicologo, che è ora misura strutturale “ma incredibilmente sottofinanziata” e “da rafforzare”.

Proprio ieri, ha precisato, “la Camera ha cominciato l’esame della legge sullo psicologo di base e ho incontrato nei giorni scorsi il ministro dell’Istruzione, Valditara per mettere a sistema la psicologia nella scuola. Ma la distanza tra i bisogni dei cittadini e la realtà dei servizi pubblici del Paese in questo campo è ancora enorme”. Nel privato le cose stanno cambiando in fretta molte imprese stanno capendo l’importanza del benessere psicologico dei lavoratori, “ma la pubblica amministrazione e la piccola impresa privata restano indietro”, sottolinea Lazzari. Va preso atto, conclude, “di quanto questo penalizzi un Paese diviso a metà tra chi può pagarsi una Psicologia, che in Italia è quasi solo privata, e chi rimane escluso”.

di silvia De Luca
© Riproduzione Riservata
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