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Asp Trapani, l’effetto Pulvirenti: nuovi servizi ospedalieri e potenziamento della sanità territoriale CLICCA PER IL VIDEO

A otto mesi dal suo insediamento alla guida dell’Azienda sanitaria provinciale di Trapani, il commissario straordinario Sabrina Pulvirenti, nominata nel luglio 2025, è entrata nella sanità trapanese come un vero e proprio uragano organizzativo, portando con sé l’esperienza manageriale maturata in diverse realtà del Servizio sanitario nazionale. Nel suo percorso professionale ha ricoperto, tra gli altri incarichi, il ruolo di direttore generale dell’Asl di Matera e quello di commissario straordinario dell’Asl di Frosinone, oltre a una lunga esperienza come dirigente medico specialista in patologia clinica presso il Policlinico Umberto I di Roma.

In pochi mesi ha avviato un’intensa attività di riorganizzazione che punta a rafforzare la rete dei servizi sanitari sul territorio provinciale, migliorare l’accessibilità alle cure e consolidare l’offerta assistenziale in un’area caratterizzata da una forte dispersione geografica e dalla presenza di realtà insulari. Tra i segnali più evidenti di questa fase rientra l’inaugurazione dell’hospice di Salemi, struttura dedicata alle cure palliative che rappresenta un tassello importante nel percorso di umanizzazione dell’assistenza e di presa in carico dei pazienti più fragili, insieme al lavoro di riorganizzazione dei presidi sanitari della provincia, al rafforzamento della presenza sanitaria nelle aree più periferiche e insulari e all’avvio di diverse iniziative organizzative e assistenziali destinate a migliorare la qualità e la sicurezza dei servizi.

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Il lavoro dell’Azienda prosegue anche su altri fronti

Abbiamo aperto l’oncologia a Marsala, abbiamo attivato la nuova chirurgia a Trapani e abbiamo iniziato anche l’attività di chirurgia toracica nello stesso ospedale – racconta Pulvirenti -. Sono stati già eseguiti quattro interventi ai polmoni. Quando dico ‘stiamo facendo’ utilizzo un plurale che in realtà appartiene all’equipe chirurgica, perché il merito è di chi opera ogni giorno in sala operatoria. Parallelamente stiamo rafforzando alcune linee assistenziali importanti come l’oculistica e abbiamo potenziato l’offerta sanitaria anche sull’isola di Pantelleria. Tutto questo rientra in un percorso più ampio che punta a migliorare i servizi e a renderli sempre più vicini ai cittadini”.

Pantelleria e rete territoriale

“Inoltre, sempre sull’isola di Pantelleria stiamo lavorando a un progetto molto importante – aggiunge –. In questo momento partecipiamo a un tavolo tecnico per avviare la chemioterapia sull’isola, perché l’obiettivo è ridurre quanto più possibile i disagi legati agli spostamenti dei pazienti. L’idea è costruire un percorso che metta al centro la persona e che rafforzi l’umanizzazione delle cure. Allo stesso tempo stiamo lavorando anche su altri presidi della provincia. Ad esempio stiamo intervenendo sull’ortopedia di Castelvetrano e continuiamo a investire nella diffusione dell’oncologia e delle attività di prevenzione su tutto il territorio provinciale”.

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Fse 2.0

Sul fronte della digitalizzazione l’Asp di Trapani è tra le Aziende sanitarie provinciali più avanti, dopo Palermo e Messina, per quanto riguarda il Fascicolo sanitario elettronico 2.0.

“Grazie a un decreto dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni abbiamo ottenuto un finanziamento che, insieme all’Ordine dei medici di Trapani, abbiamo utilizzato per acquistare una piattaforma di formazione a distanza – dichiara -. Nel nostro territorio operano circa 302 medici di medicina generale e una cinquantina di pediatri di libera scelta. Ognuno di loro utilizza un proprio software gestionale e per questo abbiamo coinvolto le diverse case produttrici dei programmi chiedendo di predisporre corsi specifici per ogni sistema e di caricarli sulla piattaforma”.

“Vorrei rivolgere un invito ai cittadini ad accedere per la prima volta al proprio Fascicolo sanitario elettronico. È un’operazione molto semplice che si può fare anche dal telefonino utilizzando lo SPID oppure la carta d’identità elettronica – evidenzia -. Se il cittadino non entra almeno una volta nel fascicolo non può sapere quali documenti sono già disponibili al suo interno. Oggi dentro il fascicolo ci sono le ricette del medico di famiglia, i referti del laboratorio analisi, quelli della radiologia, il rapporto di pronto soccorso se c’è stato un accesso e, in caso di ricovero, anche la lettera di dimissione. È uno strumento che permette di avere sempre con sé la propria storia clinica e noi siamo sul campo per sostenere sia i cittadini sia i professionisti sanitari nell’utilizzo di questo sistema, conclude.

di Giorgia Gorner Enrile
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