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Oncologia e palliazione, Asp Trapani punta sulla simultaneous care CLICCA PER IL VIDEO

L’inaugurazione dei nuovi locali dell’Hospice di Salemi rappresenta un passaggio significativo anche per la rete oncologica della provincia di Trapani. Per le oncologhe del territorio la struttura si inserisce in un percorso assistenziale che accompagna il paziente fin dalla presa in carico, secondo il modello della simultaneous care, che integra cure oncologiche e palliative lungo tutto il decorso della malattia.

“Noi crediamo molto nella simultaneous care, cioè nel fatto che quando prendiamo in carico un paziente oncologico lo accompagniamo lungo tutto il percorso della malattia. Non tutte le situazioni possono essere risolte con le cure oncologiche e quando la malattia evolve diventa importante poter avviare il percorso di palliazione”, spiegano Angela Accardo, responsabile della U.O.S. di Oncologia di Castelvetrano, Nicolina Pizzardi, responsabile U.O.S. di Oncologia di Marsala e Roberta Gueli, dirigente medico della U.O.S. di Oncologia di Castelvetrano.

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“Questo può avvenire attraverso l’assistenza domiciliare, ma quando le condizioni cliniche lo richiedono avere la possibilità di accompagnare il paziente in un hospice rappresenta una risorsa fondamentale – aggiungono -. Tornare a poter contare su numeri adeguati di posti dedicati alle cure palliative è un grande risultato soprattutto per i pazienti e per le loro famiglie“.

Lavoro di rete

Le specialiste sottolineano anche l’importanza del coordinamento tra le diverse oncologie della provincia: “Il dialogo tra le tre unità è fondamentale. Questo confronto continuo ci permette di iniziare il percorso di cura e, quando necessario, completarlo con l’accompagnamento alla fine della vita, garantendo al paziente dignità e supporto anche per la famiglia. Inoltre la nuova unità operativa di oncologia di Marsala è una pagina ancora da scrivere e proprio per questo rappresenta una grande occasione per costruire un modello di oncologia integrata, capace di prendersi cura della persona a 360 gradi. Anche con l’introduzione degli animali d’affezione che possono rappresentare un supporto importante se gestite con spazi e condizioni adeguate”, concludono.

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di Giorgia Gorner Enrile
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