“Oggi è una grande giornata che rappresenta un grandissimo passo verso l’umanizzazione delle cure. Riapriamo l’hospice di Salemi con 10 posti letto e ogni singola stanza è arredata come se fosse un mini appartamento. C’è il letto per il paziente, un letto per il familiare, il congiunto, il compagno, il marito o il convivente, un tavolo, un frigorifero, una teiera, una televisione e un armadio. Abbiamo quindi cercato di superare il concetto di malattia per trasmettere invece quello dell’accoglienza, della familiarità, dell’affetto e dell’amore“.
Con queste parole il commissario straordinario dell’Asp di Trapani Sabrina Pulvirenti ha inaugurato i nuovi locali dell’Hospice “Raggio di Sole” di Salemi, alla presenza dell’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni, del personale sanitario e amministrativo che ha contribuito alla realizzazione dell’intervento e delle principali autorità civili, ecclesiastiche e militari del territorio.
I lavori hanno consentito di migliorare gli spazi destinati all’assistenza e soprattutto di aumentare la capacità ricettiva del reparto. Gli ambienti sono stati progettati per offrire un contesto più accogliente e familiare, con stanze pensate per permettere ai pazienti di vivere questa fase della vita con accanto i propri affetti e anche con i propri animali d’affezione.
Un hospice pensato come una casa
“Abbiamo voluto coniugare questo momento così delicato della vita con l’approccio One Health, prevedendo la possibilità per i pazienti di poter stare anche con i propri animali – aggiunge -. Noi sappiamo che l’hospice è quel luogo dove generalmente si arriva alla fine di un percorso di vita, ma chi ha un cane o un gatto e ha convissuto anni con quell’animale con amore perché non dovrebbe più vederlo? Questo è un ambiente protetto, definito per ogni paziente e famiglia e quindi abbiamo pensato, come potete vedere, che qui gli animali possano avere libero accesso, ovviamente sotto controllo, con il certificato di buona salute del veterinario, con le vaccinazioni e con tutte le condizioni previste. Possono entrare e possono stare con il proprio padrone perché curiamo l’anima insieme al resto del corpo”.
La presa in carico dei pazienti
Dal punto di vista assistenziale, l’ampliamento della struttura consentirà di rafforzare la capacità di presa in carico dei pazienti che necessitano di cure palliative residenziali, migliorando l’organizzazione dell’assistenza e la continuità del percorso di cura tra domicilio e hospice.
“Questa riorganizzazione ci permette di garantire una presa in carico più tempestiva e strutturata dei pazienti che arrivano alla fase finale della malattia. L’hospice rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di cura quando l’assistenza domiciliare non è più sufficiente e diventa necessario un supporto residenziale con un’équipe multidisciplinare composta da medici, infermieri e operatori dedicati anche al sostegno delle famiglie”, ha spiegato Rosario Mistretta, direttore dell’UOSD Hospice dell’Asp.
“L’accesso alla struttura è molto semplice – precisa –. Il medico di medicina generale, attraverso un portale dedicato, segnala all’Asp le condizioni cliniche e i bisogni del paziente e noi procediamo alla presa in carico. I pazienti arrivano generalmente dopo un percorso terapeutico, spesso oncologico. Quando la malattia entra in una fase in cui le terapie non sono più efficaci e l’assistenza domiciliare non è più sufficiente, l’hospice diventa il luogo in cui garantire cure adeguate e accompagnamento, assicurando al paziente e alla famiglia un’assistenza dignitosa nella fase finale della vita”.
La rete delle cure palliative in Sicilia
Nel contesto regionale, l’ampliamento della struttura di Salemi si inserisce nel tema più ampio della rete delle cure palliative della Regione. Secondo i dati allegati al Decreto assessoriale n. 588 del 2025, nell’Isola sono programmati 175 posti letto hospice, mentre quelli effettivamente attivi sono circa 135, distribuiti in una rete che dovrebbe arrivare a 12 strutture complessive.
Applicando gli standard nazionali di programmazione sanitaria, che indicano 8-10 posti letto hospice ogni 100 mila abitanti, in Sicilia servirebbero circa 470 posti letto per garantire una copertura adeguata del fabbisogno assistenziale.
La rete regionale prevede inoltre due hospice pediatrici nelle aziende ospedaliere di rilievo nazionale, ma al momento è operativo solo quello dell’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, mentre si attende l’attivazione anche presso l’ARNAS Civico di Palermo.
“Io devo complimentarmi con l’organizzazione dell’Asp di Trapani, con il suo commissario straordinario, il direttore sanitario e amministrativo e con tutta la platea di operatori che hanno veramente trasferito in queste mura il senso del rispetto nei confronti della vita umana – evidenzia l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni -. Questa è, secondo me, una lezione per tutti. Governare la sanità significa prima di tutto saper interpretare il bisogno delle persone e trasformarlo in decisioni concrete, in servizi, in luoghi capaci di accogliere e prendersi cura. L’hospice rappresenta proprio questo! Un atto di rispetto, di umanità e di attenzione verso chi attraversa una fase estremamente delicata della vita”.
“Spesso si parla della sanità solo per evidenziarne le criticità, ed è giusto che ci sia attenzione e anche spirito critico. Ma credo sia altrettanto importante riconoscere le realtà positive che nascono dal lavoro quotidiano di tanti professionisti. Strutture come questa dimostrano che, quando le istituzioni e gli operatori lavorano insieme, è possibile offrire risposte concrete e dignitose alle persone e alle loro famiglie”, conclude .

