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Dalla clinica alla politica sanitaria: l’intelligenza artificiale come leva di equità CLICCA PER IL VIDEO

L’intelligenza artificiale non come semplice innovazione tecnologica, ma come trasformazione culturale capace di incidere sul modo stesso di pensare la medicina. È questo il filo conduttore della riflessione di Salvatore Corrao, professore ordinario di Medicina interna all’Università di Palermo, che nel suo libro “Curare con ‘intelligenza’. L’intelligenza artificiale tra sapere medico e decisione umana affronta una delle transizioni più delicate per il sistema sanitario contemporaneo.

Il volume non propone un’adesione acritica alla tecnologia né una posizione difensiva, ma invita a comprendere cosa significhi integrare l’intelligenza artificiale nel ragionamento clinico, soprattutto in un ambito come la medicina interna, dove la complessità è quotidiana. Pazienti fragili, multimorbilità, quadri non lineari e margini di incertezza richiedono un approccio adattivo, personalizzato e capace di tenere insieme dati, esperienza e responsabilità. In questo contesto l’IA non elimina l’incertezza, ma può renderla più esplicita e governabile, se inserita in un’interazione consapevole tra mente umana e sistemi algoritmici.

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Subentrano così due concetti chiave, quello di “medico aumentato” e di “intelligenza aumentata”, dove l’algoritmo non sostituisce l’anamnesi, l’esame obiettivo né la relazione con il paziente, ma può affiancare il clinico nell’analisi di grandi quantità di informazioni e nei processi diagnostici più complessi. A questa dimensione si affianca quella del “decisore aumentato”, una figura chiamata a utilizzare strumenti predittivi e analitici per orientare le scelte di politica sanitaria in modo più informato, dinamico e trasparente, con l’obiettivo di rafforzare efficienza ed equità del sistema.

In questa prospettiva il libro non è pensato solo per i medici. Mantiene rigore scientifico e profondità metodologica, ma offre chiavi di lettura accessibili anche ai cittadini. Li accompagna nella comprensione di una trasformazione che incide direttamente sulla loro esperienza di cura. L’intelligenza artificiale diventa così un’occasione per ripensare e migliorare il rapporto medico-paziente. Può rafforzare fiducia e consapevolezza reciproca, anche in un contesto tecnologicamente più avanzato che non deve perdere la centralità della persona.

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“L’intelligenza artificiale non sostituirà il medico, ma richiede un medico più forte, più formato e più capace di pensare criticamente – dice Corrao -. Richiede anche un sistema sanitario e una politica capaci di governarla con responsabilità, perché può rendere le decisioni più informate e i servizi più equi solo se utilizzata con dati di qualità, trasparenza e controllo. Non è un libro solo per medici. Ma uno strumento per accompagnare anche il cittadino in questa transizione, affinché la tecnologia non allontani, ma contribuisca a rafforzare la relazione di cura”.

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di Giorgia Gorner Enrile
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