Privacy Policy
Home / Cronaca / Antibiotici fluorochinoloni, Aifa: “Limitare prescrizioni. Possibili gravi reazioni avverse”

Antibiotici fluorochinoloni, Aifa: “Limitare prescrizioni. Possibili gravi reazioni avverse”

aifa

In base a dati relativi a studi recenti, gli antibiotici fluorochinoloni “continuano a essere prescritti al di fuori degli usi raccomandati”.

Poiché però “sono associati a reazioni avverse molto rare ma gravi, invalidanti, di lunga durata e potenzialmente irreversibili”, questi medicinali devono essere prescritti “solo nelle indicazioni approvate e dopo un’attenta valutazione dei benefici e dei rischi sul singolo paziente”. Lo indica una nota pubblicata dall’Agenzia Italiana del Farmaco, in accordo con dall’Agenzia Europea per i Medicinali.

ASP_MOBILE

L’Agenzia Europea per i Medicinali ha fortemente raccomandato di limitare l’uso dei fluorochinoloni (ciprofloxacina, delafloxacina, levofloxacina, lomefloxacina -moxifloxacina, norfloxacina, ofloxacina, pefloxacina, prulifloxacina,rufloxacina) a uso sistemico ed inalatorio a seguito di una revisione per valutare il rischio di “reazioni avverse gravi e di lunga durata, invalidanti e potenzialmente irreversibili, che interessano il sistema muscoloscheletrico e nervoso”.

Tra le reazioni avverse gravi possono esservi tendinite, rottura del tendine, dolore alle estremità, disturbi nel camminare, neuropatie, depressione, stanchezza, compromissione della memoria, allucinazioni, psicosi, disturbi del sonno e disturbi sensoriali.

asp tp nuovo unificato da 11feb

Non devono essere prescritti quindi per pazienti che abbiano avuto reazioni avverse gravi con un antibiotico chinolonico, pazienti con infezioni non gravi (come faringiti, tonsilliti e bronchiti acute), infezioni da lievi a moderate (incluse cistite non complicata, esacerbazione di bronchite cronica, rinosinusite batterica acuta e otite media acuta) a meno che gli altri antibiotici raccomandati per queste infezioni siano ritenuti inappropriati. E non vanno neanche usati per prevenire la diarrea del viaggiatore o le infezioni ricorrenti del tratto urinario inferiore

In particolare, sottolinea Aifa, danni ai tendini possono verificarsi entro 48 ore dal trattamento oppure diversi mesi dopo l’interruzione e il rischio è maggiore in pazienti trattati con corticosteroidi, negli anziani, persone con insufficienza renale o che abbiano subito trapianti.

di silvia De Luca
© Riproduzione Riservata

Sviluppato, Gestito ed ottimizzato da Coffice s.r.l.