La Cardiochirurgia pediatrica di Taormina torna al centro delle polemiche. Continua a far discutere la posizione della struttura, in cui confluiscono tutti i piccoli pazienti della Sicilia Orientale all’interno, all’interno della nuova rete ospedaliera.
Tra i punti all’ordine del giorno della riunione di giunta, svolta a Palazzo d’Orleans alle ore 11:30, spicca la modifica del documento. In particolare si tratta dell’aggiornamento al piano operativo delle Cardiochirurgie pediatriche. La proposta avanzata dall’assessorato regionale alla Salute, firmata dal dirigente generale Salvatore Iacolino e dall’assessore Daniela Faraoni, e approvata prevede di trasferire il collegamento funzionale della Cardiochirurgia pediatrica di Taormina dall’Ospedale Papardo di Messina al Policlinico Rodolico – San Marco di Catania. Una decisione che ha fatto emergere parecchi dubbi e perplessità, sollevati dal capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars Antonio De Luca.
I motivi della revisione

Cardiochirurgia pediatrica Taormina
La revisione nasce delle precisazioni dei Ministeri. Il documento della nuova rete ospedaliera è stato inviato a Roma il 29 settembre, per il riconoscimento della sostenibilità e dell’efficacia della nuova pianificazione. Il parere è così giunto il 31 dicembre, con la richiesta di “rivalutare l’UOC di Cardiochirurgia per adulti a cui far afferire il Centro di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina“, ritenendo più idonea la confluenza con nell’Azienda ospedaliera universitaria Policlinico Rodolico – San Marco di Catania.
I motivi? In prima battuta la vicinanza, con la Cardiochirurgia pediatrica di Taormina risulta più vicina a Catania. Secondo punto riguarda la maggiore casistica, in assoluta con 926 ricoveri di Catania contro i 336 di Messina e in termini di utilizzo delle procedure Ecmo, con 79 casi a Catania contro gli 11 di Messina. Un dato che, come si apprende, risulterebbe essere confermato a seguito delle verifiche effettuate sui flussi Sdo, la scheda di dimissione ospedaliera (il sistema informativo nazionale italiano che raccoglie dati clinici e amministrativi da ogni dimissione da ospedali pubblici e privati), relativi all’anno 2025. La modifica, si legge nel documento “potrebbe, peraltro, consentire l’affrancamento della struttura di Cardiochirurgia pediatrica di Taormina dalla prosecuzione del rapporto convenzionale in essere con il soggetto esterno“.
La nuova versione aggiornata
Nella nuova versione varata in giunta, dunque, il Papardo di Messina viene sostituito dal San Marco di Catania. Resta invariato il resto, con la rete regionale di Cardiochirurgia pediatricа composta dai due poli, uno indicato per la Sicilia Occidentale e uno per la sponda Orientale: l’Arnas Civico di Palermo, legato all’accordo con il San Donato di Milano, e il San Vincenzo di Taormina, legato con il Bambino Gesù di Roma.
Confermata anche la differenza posta tra Hub e Spoke. Come si legge nel documento “l’Arnas Civico di Palermo, (la cui attività in partnership pubblico-privata con l’Irccs Policlinico San Donato, tra i migliori ospedali al mondo in Cardiologia e primo centro in Italia per il trattamento delle cardiopatie congenite e per l’avanguardia delle cure, e per l’importante ricerca scientifica condotta) ha la funzione di Hub. La Sicilia è una terra che, per la sua posizione al centro del Mediterraneo, può essere riferimento anche sanitario per molte tipologie di interventi ed in tal senso molti piccoli pazienti stranieri, potrebbero trovare assistenza sanitaria presso la Cardiochirurgia dell’Arnas Civico di Palermo attraverso le attività già poste in essere dal Policlinico San Donato verso i paesi come l’Egitto, il Senegal, la Tunisia, il Camerun, grazie al supporto di associazioni umanitarie o accordi di cooperazione internazionale” mentre “l’A.O.U. Policlinico di Catania (operante fisicamente presso il PO San Vincenzo di Taormina la cui attività è in atto svolta in convenzione con l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Istituzione della Santa Sede, il più grande Policlinico e Centro di ricerca pediatrico in Europa sede di grandi laboratori di ricerca e di Orphanet, il più grande database mondiale per le malattie rare) ha la funzione di Spoke“.
Faraoni: “Seguiamo indicazioni ministeriali”

Daniela Faraoni
“L’interesse del governo regionale è il mantenimento di entrambe le strutture di cardiochirurgia pediatrica operanti in Sicilia, Palermo e Taormina. Un impegno che abbiamo assunto con le famiglie dei piccoli pazienti e con il territorio. Abbiamo l’obbligo di seguire le indicazioni ministeriali per consentire al Centro cardiologico pediatrico di Taormina di continuare a essere operativo“. Così, in una nota, l’assessore regionale alla Salute Daniela Faraoni al termine della riunione di giunta.
Il documento adesso sarà sottoposto alla VI Commissione Salute, presieduta da Pippo Laccoto, per il parere preventivo e obbligatorio. Le integrazioni richieste dovranno essere trasmesse ai Ministeri entro il prossimo 27 febbraio.
Le accuse di De Luca

Antonio De Luca
“Questo conferma che l’allarme che avevo lanciato nelle scorse settimane era concreto e che non siamo di fronte a semplici indiscrezioni, ma a una scelta politica precisa che mortifica Messina e il suo territorio“. Ha denunciato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Antonio De Luca, che ha aggiunto “è uno scippo politico in piena regola, mascherato da scelta tecnica. Non appena questo documento approderà in commissione Sanità, darò battaglia e pretenderò che l’assessora venga a riferire immediatamente. La salute dei bambini non può diventare terreno di giochi politici o di equilibri territoriali“. Il deputato pentastellato ha poi concluso: “Il Movimento 5 Stelle non farà passi indietro e annuncia sin d’ora che voterà contro a questa ennesima ingiustizia perpetrata nei confronti di tutto il territorio messinese, dei bambini e delle famiglie che da anni lottano per salvare il Ccpm“.
Il tema della Cardiochirurgia pediatrica a Taormina torna così al centro della scena. Nuove polemiche si aggiungono, dopo i casi di incongruenza che De Luca aveva fatto emergere lo scorso ottobre, quando la rete ospedaliera era oggetto di dibattitto in VI Commissione Salute, di cui è componente. Numeri gonfiati, documenti imprecisi e dubbi sulle decisioni assunte e trasportate all’interno della nuova pianificazione.
Pochi giorni dopo, il confronto con l’assessore alla Salute Daniela Faraoni si è concretizzato tra i banchi della Commissione, con l’ammissione di alcuni errori da parte dell’esponente della giunta Schifani, che ha ribadito il suo impegno ed espresso l’obiettivo della Regione: poter contare nel futuro su una Cardiochirurgia indipendente dalle convenzioni. Al momento, però, bisognerà mantenere le due strutture, una indipendente dall’altra nella loro funzione operativa, confermando la distinzione tra Hub e Spoke.
Di Fabiana Mascolino.

