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Calo di ricoveri e cure fuori regione, Razza: “Dati confortanti” | CLICCA E GUARDA IL VIDEO

Oggi l‘assessore alla Salute Ruggero Razza ha presentato a Palazzo d’Orléans l’analisi realizzata da Kpmg sulla mobilità passiva ospedaliera 2021. Lo studio dimostra un consistente calo dei viaggi da parte dei siciliani per ricevere cure in altre regioni: 7,8% nel 2021, mentre era tra l’11 e il 12% nel 2019.

Per la prima volta scendiamo sotto l’8% di mobilità – ha dichiarato Razza – Il pubblico dimostra di fare il proprio mestiere non occupandosi solo di attività emergenziali e grazie al contributo del sistema privato, i siciliani ricevono in regione il 92% delle prestazioni.” Ha affermato inoltre che “per la prima volta il saldo mobilità va sotto i 180 milioni e non per l’emergenza Covid, ma perché c’è stata la capacità di produrre in Sicilia 43 milioni di euro di prestazioni sanitarie in più: quindi offrire ai siciliani la possibilità di trovare cure nella propria regione. Questo non significa che non ci siano criticità, come liste attese a volte vanno oltre il decoroso”. 

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Con la presenza del direttore del dipartimento della Pianificazione strategica dell’assessorato, Mario La Rocca, sono stati illustrati i dati che mettono a confronto principalmente l’ultimo periodo pre-pandemico (2019) e il 2021 – non tenendo conto del “fermo” del 2020 – ed è stato evidenziato che i cittadini residenti nelle nove province siciliane hanno preferito rimanere nel proprio territorio. Non solo per i trattamenti più semplici ma, in controtendenza con il passato, anche per ricevere cure di alta complessità. 

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Per la Regione si tratta di un risparmio di 56 milioni di euro. Infatti nel complesso il valore di tutte le prestazioni sanitarie (ricoveri ordinari e day hospital, specialistica ambulatoriale, somministrazione diretta di farmaci, farmaceutica, medicina di base, trasporti con ambulanza o elisoccorso, cure termali) rese a cittadini siciliani da strutture fuori regione nel 2021 ha avuto un valore economico di 237,4 milioni di euro, contro i 293,8 milioni del 2019.

Quella di oggi è la fotografia di una programmazione, partita nel 2018, che si è data degli obiettivi e che oggi presenta un consuntivo: la Sicilia in questa difficilissima fase ha risparmiato 50 milioni di euro che prima andavano altrove”, ha detto l’assessore.

Dai dati in particolare emerge che i siciliani che sceglievano di curarsi in Lombardia nel 2019 erano più di 15mila, mentre nel 2021 passano a 9.700, con una spesa regionale che scende da 80 a 50 milioni di euro. In Emilia passiamo da 30 milioni di euro a 25, in Veneto da 22 milioni a 18, nel Lazio da 15 a 13, in Toscana da 13 a 10 e in Piemonte, infine, da 11 a 9. Si tratta, in prevalenza, di ricoveri per situazioni acute (31.845 casi, il 94% del totale), per riabilitazione (1.759, il 5%) o lungodegenza (189, l’1 %).

Quanto alle singole province, nel 2021 si rivolgono meno agli ospedali di altre regioni i residenti nelle province di Palermo (il 5%) e di Catania (5%). Seguono Siracusa (6%), Enna (6%), Ragusa (8%), Caltanissetta (8%), Messina (8%). Le province in cui si va di più a farsi curare fuori sono quelle di Agrigento (9%) e Trapani (11%). Inoltre, anche nei singoli territori il trend dei dati rivela una riduzione della spesa per i ricoveri extraregione rispetto al 2019. A Palermo passa dai 37, 7 milioni di euro del 2019 ai 29,2 del 2021; a Catania da 34,9 a 26,2; a Messina da 31, 6 a 24,5; a Trapani da 25,7 a 19,9; a Siracusa da 22,8 a 11,9; a Enna da 6,5 a 4,9; a Caltanissetta da 13,7 a 10,7; ad Agrigento da 22,6 a 18,4. In controtendenza Ragusa, dove il valore delle prestazioni nel 2021 è stato di 11,4 milioni contro i 9,2 del 2019.

I dati dell’Analisi di Kpmg – spiega l’assessore alla Salute Ruggero Razza – sono molto positivi, senza dubbio i numeri dimostrano che non siamo al livello di quattro anni fa e che dobbiamo proseguire su questa strada senza cullarci sui risultati raggiunti, ma non possiamo ancora dire di essere del tutto soddisfatti. Se i siciliani sono tornati ad avere fiducia nei confronti della Sanità siciliana, il nostro sforzo deve essere doppio: ancora oggi le liste d’attesa sono lunghe e con tempi in qualche caso inaccettabili. La qualità assistenziale, inoltre, deve essere la stessa in tutte le nove province dell’Isola. Continuiamo a lavorare per raggiungere questi obiettivi”.

Razza ha poi colto l’occasione per mettere in guardia sul comportamento da adottare per far fronte al Covid: “Ci siamo abituati al virus che circola, ma i nostri stili di vita devono essere adeguati al momento che viviamo, perché se non prendiamo quelle precauzioni minime e necessarie, quando si è in pubblico o in assembramenti, ci esponiamo ad un rischio che, per quanto sia meno grave del passato, è comunque un rischio che in alcuni casi ancora paralizza gli ospedali oltre che l’economia.” Prosegue: “Dovranno continuare ad esserci strutture che hanno una prevalenza di attenzione verso i casi Covid. Ancora oggi ci sono pazienti che hanno bisogno di cure intensive e devono essere aiutati a respirare e in questi due anni noi abbiamo compreso bene come gestire sul territorio la pandemia.”

Infine, sul caso dell’infermiere di Catania accusato di duplice omicidio dichiara: “Ho chiesto al direttore generale di avere una relazione, voglio comprendere che cosa l’azienda aveva potuto evidenziare. Perché se questo infermiere è stato trasferito in due reparti, evidentemente aveva dato ragione di essere trasferito da medicina d’urgenza. L’attività della Magistratura farà il suo corso, l’attività dell’amministrazione è comprendere se questi trasferimenti dovevano fare scattare un’allerta”.

di Aurora Chiappara
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