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Spesa farmaceutica: in aumento quella a carico del cittadino e degli ospedali di Salvatore Corrao

farmaci innovativi e spesa

Nel 2017 la spesa farmaceutica totale, pubblica e privata, in Italia è stata pari a 29,8 miliardi di euro, di cui il 75% rimborsato dal Sistema Sanitario Nazionale, come riportato nel rapporto annuale dell’Osservatorio nazionale sull’uso dei Medicinali (OsMed), redatto dall’Agenzia Italiana del Farmaco. In media, per ogni cittadino italiano, la spesa per farmaci annuale ha ammontato a circa 492 euro. Andando a vedere più in dettaglio, la spesa territoriale pubblica ha registrato una riduzione rispetto all’anno precedente e si attesta ora intorno ai 15 miliardi di euro, mentre continuano ad aumentare la spesa a carico del cittadino e quella delle strutture ospedaliere che hanno ognuna di esse superato i 7 miliardi di euro. Da tale quadro emerge la necessità di mettere a punto delle strategie per razionalizzare la spesa farmaceutica.

Il professore Gianluca Trifirò dell’Università di Messina, dipartimento di Scienze Biomediche, Odontoiatriche e delle Immagini Morfologiche e Funzionali, ha risposto ad alcune domande relative a questo importante argomento.

E’ necessario prendere provvedimenti volti da una parte a rendere sostenibili gli ulteriori aumenti di spesa sui farmaci all’orizzonte, quali alcuni advanced medicinal products (es. terapie geniche e cellulari) per cui, se dimostrati altamente innovativi, devono essere allocate nel miglior modo risorse a disposizione e dall’altra ridurre l’eterogeneità regionali sulla spesa farmaceutica e minimizzare, laddove possibile, la compartecipazione all’acquisto dei farmaci da parte dei cittadini che può avere un impatto negativo soprattutto sull’aderenza alle terapie croniche“.

Che posizione ha il Ministero della Salute?

Proprio qualche settimana fa è stato presentato al Ministero della Salute il documento di indirizzo della governance farmaceutica che descrive possibili strategie per diverse aree di intervento per la riorganizzazione del sistema farmaco, frutto del lavoro di un tavolo tecnico coordinato da Silvio Garattini dell’Istituto Mario Negri e con la partecipazione di altri esperti e figure istituzionali tra i quali Luca Li Bassi, direttore Generale di AIFA e Francesca Tosolini, coordinatrice del tavolo delle regioni sulla farmaceutica, nonché presidente della commissione Prezzi e Rimborsi (CPR) dell’AIFA.

  • Di seguito le aree di intervento:
  • Riduzione della compartecipazione alla spesa farmaceutica da parte dei cittadini;
  • Revisione del prontuario farmaceutico nazionale;
  • Applicazione di procedure di Prezzo/Volume per prodotto con AIC inferiore a 7 anni e sconti per incremento di fatturato per prodotto con AIC superiore a 7 anni;
  • Incremento della competitività e del consumo dei biosimilari;
  • Chiusura dei Registri Aifa per singolaindicazione con più di 3 anni di attivazione (proposta che sarà sicuramente ben accolta dai medici prescrittori che ad oggi non hanno mai ricevuto feedback sulla compilazione dei registri!);
  • Compensazione dei tetti unici regionali di spesa.

Gran parte di questi obiettivi si prefiggono di ridurre la spesa farmaceutica intervenendo direttamente od indirettamente (es. utilizzo di farmaci a minor costo quali i biosimilari) sul costo d’acquisto dei farmaci”.

Quali modalità operative utilizzare per raggiungere obiettivi economici così rilevanti, dobbiamo assistere ancora una volta ai tagli lineari?

Per la riorganizzazione della governance farmaceutica vanno coinvolti in maniera costruttiva tutti gli attori in gioco, dalle associazioni dei pazienti, alle aziende farmaceutiche, ai medici prescrittori, ai farmacisti ed a tutti gli operatori sanitari.

Altro elemento fondamentale su cui il Ministero ed a cascata le Regioni e le ASL dovranno intervenire in maniera determinante è la formazione e l’informazione degli operatori sanitari e dei cittadini, uniche strade per potere ottenere non solo a breve ma soprattutto a lungo termine un utilizzo più razionale ed appropriato dei farmaci. 

Audit clinici con analisi di dati di real world col coinvolgimento di farmacologici clinici, MMG e specialisti hanno già ampiamente dimostrato anche nella nostra Regione che si può migliorare l’appropriatezza prescrittiva e ridurre la spesa ospedaliera relativamente alla gestione di patologie croniche quali la BPCO, evitando esclusivamente approcci coercitivi, burocratici ed a silos per la riduzione della spesa farmaceutica”.

La spesa Farmaceutica si presta troppo spesso ai cosiddetti tagli lineari, il professore Trifirò ci suggerisce le modalità operative per una efficace azione di governance che speriamo l’assessore Razza vorrà recepire per un miglioramento effettivo ed efficace del sistema sanitario regionale. Ciò anche per un giusto coinvolgimento di tutti gli stakeholder, medici e pazienti inclusi, troppo spesso abituati a logiche di taglio della spesa che non considerano i reali bisogni dei pazienti.