Sanità in Sicilia

Sanità, rapporto Aiop: “Sistema nazionale in sofferenza”

Un Sistema sanitario nazionale in sofferenza. Con liste d’attesa infinite ed un uso improprio dei pronto soccorso. Queste le principali criticità che emergono dal 16^ Rapporto annuale “Ospedali e Salute 2018“, presentato a Palazzo dei Normanni, a Palermo.

Il report, promosso dall’Aiop – Associazione Italiana Ospedalità Privata in collaborazione con Ermeneia, fotografa l’attività ospedaliera in Italia, pubblica e privata. Lo studio, nello specifico, si sofferma dettagliatamente sull’entità e la qualità dei servizi sanitari. Ma analizza anche l’evoluzione del settore fornendo dati sui costi, sulle difficoltà di accesso e sulla qualità percepita dai cittadini.

Da questo report emerge un sistema sanitario in sofferenza – ha sottolineato la presidente nazionale Aiop, Barbara Cittadini -. Perchè ha subito una deospedalizzazione e un definanziamento preoccupante. La quota di Pil investita nella Sanità italiana è la più bassa tra quei Paesi della comunità europea con cui noi facciamo benchmarking. Ritengo – ha aggiunto – che chi ha l’onore e l’onere di fare la programmazione sanitaria debba intervenire con delle scelte strutturali di sistema“.

Ed è proprio sui dati allarmanti inerenti le liste d’attesa che si è focalizzato il report. Nell’ultimo anno, infatti, sono state circa 20 milioni le persone che hanno atteso per accedere a visite specialistiche, accertamenti diagnostici e ricoveri ospedalieri. Nonostante tutto 2 italiani su 3 si dichiarano soddisfatti del servizio sanitario della propria regione.

Per la Sicilia però i dati riguardanti l’attesa non sono positivi: i siciliani attendono fino a 2 mesi infatti per accedere a prestazioni specialistiche per le quali i tempi di attesa non dovrebbero superare i 3 giorni. Le liste più lunghe si registrano per l’ecocolordoppler cardiaco con 57,2 giorni per il 21 per cento degli utenti, seguito dalla colonscopia con 50 giorni nel 41 per cento dei casi.

Si registrano, infine, significative attese per le prestazioni che dovrebbero essere garantite entro 10 giorni e i cui tempi di attesa in media possono prolungarsi fino a 3 mesi. Come il caso della mammografia bilaterale con 88 giorni per il 30 per cento degli utenti e ancora la colonscopia con 89,3 giorni per il 43 per cento degli utenti.

A toccare, quindi, ancora l’argomento inerente la programmazione sanitaria è stato anche l’assessore alla Salute della regione siciliana Ruggero Razza che, nel corso del dibattito, ha ricordato che il sistema sanitario nazionale ha compiuto 40 anni: “Credo profondamente – ha detto Razza – nel dovere della programmazione. Se noi valutiamo le scelte di programmazione degli ultimi 10 anni, ci accorgiamo che ciò che è mancata è proprio la programmazione. Per la Sicilia il 2019 – ha annunciato l’assessore – sarà l’ultimo anno in cui per le strutture private si utilizzerà il ricorso al budget storico”.

In tema di definanziamento ha poi concluso: “Le regioni italiane avevano chiesto di aumentare il finanziamento della spesa sanitaria di oltre 10 miliardi per dare effettiva consistenza alla erogazione dei livelli essenziali di assistenza. Il Parlamento nazionale come e’ noto ha scelto di andare in deficit ma su altre direzioni“.

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