Sanità in Sicilia

Salute, inquinamento mette a rischio pelle dei bimbi: a Palermo forum su dermatologia pediatrica CLICCA PER IL VIDEO

Palermo un forum sulla dermatologia pediatrica connesso al grande tema della sostenibilità ambientale: perché salute e tutela dell’ambiente sono elementi intrinsecamente legati tra loro. Infatti, oltre all’emergenza pandemica da Covid 19, nel 2022 la nostra società si trova di fronte ad una tripla crisi ambientale, dovuta alla perdita di biodiversità, al cambiamento climatico e all’aumento dell’inquinamento, includendo anche i sistemi alimentari.

Un incontro, quello del  6° Sicily Forum, che si è svolto a Villa Magnisi, sede dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Palermo, destinato a pediatri e dermatologi per promuovere un aggiornamento scientifico pratico, capace di elevare la qualità dell’intervento diagnostico e terapeutico quando si è chiamati ad assistere le principali patologie cutanee dell’infanzia. Il convegno medico è stato articolato in sessioni tematiche in unica sala plenaria, riservando ampio spazio sia alla discussione che ai relatori, fra i più rappresentativi della Dermatologia Pediatrica Regionale e Nazionale.

Toti Amato

Ad aprire il focus, il Professore Toti Amato, presidente dell’Ordine dei Medici di Palermo“Da dermatologo devo dire che si tratta di un momento interessante ed importante, perché della dermatologia infantile, che si occupa dell’organo più esteso e più grande del nostro corpo, se ne parla poco. Serve che i medici vengano aggiornati e formati rispetto a questa disciplina multidisciplinare, trattandosi di una branca molto vasta. La presenza di odontoiatri, pediatri, infettivologi la dice lunga. Il corpo di un bambino è diverso da quello di un adulto – continua il presidente di Omceo – e serve che ci sia una competenza in maniera specifica e particolare”.

E in veste di Presidente dell’ordine dei Medici, Toti Amato si appella alle istituzioni, aggiungendo che “Questo forum a Palermo serve in senso politico per sollecitare le istituzioni pubbliche a riconoscere questa disciplina come importante per la salute dei bambini i quali, ricordo, sono il nostro futuro. La nostra sanità pubblica è retta principalmente da chi deve gestire i fondi, oggi si assiste ad una diseguaglianza perché oggi si deve andare da un privato per essere assistiti da un punto di vista dermatologico e addirittura acquistare i farmaci perché quasi tutti i farmaci ricadono nella fascia C. E’ grave ciò che accaduto ad una famiglia con una malattia rara dermatologica: serviva solamente la prescrizione di pomate, e invece da Ragusa sono dovuti andare al Bambino Gesù per la prescrizione di queste creme. Questo è intollerabile e mi auguro che i nostri decisori politici, e principalmente gli amministrativi che guardano solo i conti, si rendano conto di questa esigenza, perché il vero problema è la diseguaglianza nel trattamento”.

Tornando alla questione per cui la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute sono trattate come due sfere distinte e lontane tra loro, Amato non ha trascurato il problema dell’inquinamento, per cui è necessario che “il cittadino rifletta sul cambio di uno stile di vita, acquisendo la consapevolezza che tutto ciò che noi adoperiamo deve essere smaltito e diventa un rifiuto: dobbiamo avere la consapevolezza dell’importanza della sostenibilità ambientale e di quella economica, dato che ambiente, economia e vita hanno un unico denominatore, cioè vivere e rispettare la nostra terra”

Il primo passo verso la creazione di politiche coese e globali che proteggano sia le persone che il pianeta è stabilire una connessione tra questi due ambiti sulle aree legate a doppio nodo alla salute e all’ambiente. Ne abbiamo parlato anche con il professore Aldo Morrone, Specialista in Dermatologia tropicale, infettivologica e Medicina delle Migrazioni, e Direttore di missioni clinico-scientifiche in Africa e Medio Oriente, e con la professoressa Mirella Milioto Specialista in dermatologia e in pediatria, lanciando un sos rispetto alla cura e alla salute della pelle dei più piccoli, e ponendo uno sguardo attento sul problema dell’aumento delle malattie in età infantile causato dal corrispondente incremento dell’inquinamento.

Aldo Morrone

Quanto alle pelle, la dermatite atopica è in testa, è la più diffusa delle malattie dermatologiche in età pediatrica “Credo sia la patologia più grave di questi bambini, – ha detto il professore Morrone –  anche se oggi con i nuovi farmaci biologici possiamo rassicurare i genitori dando loro una terapia che li faccia stare bene e a gestire il problema per il resto della vita. Sicuramente l’ambiente sta peggiorando la condizione della salute in particolare dei bambini non soltanto per quanto riguarda la pelle ma anche per quanto riguarda le malattie sistemiche e respiratorie. C’è la necessità di investire per un piano climatico che cambi completamente il quadro, altrimenti, nonostante i farmaci, si starà sempre peggio”. Dunque è necessario “Intanto mettere la salute dei bambini al centro nella nostra società e poi – sottolinea Morrone –  investire, soprattutto utilizzando il Pnrr, su un nuovo tipo di ambiente, di città e di urbanizzazione. Poi dobbiamo ridurre il livello di inquinanti atmosferici, facendo delle scelte politiche molto chiare: o investiamo sulla logica del profitto, oppure scegliamo la logica della dignità e della salute dei nostri bambini quali cittadini del futuro”.

Mirella Milioto

L’attenzione sul nesso ambiente e sanità è imprescindibile per vivere bene, “La salute e la sostenibilità ambientale vanno assolutamente insieme. L’inquinamento ambientale – ha spiegato Mirella Milioto –  è diventato ormai acuto, ci sono emergenze ambientali, penso ai nubifragi e alle desertificazioni, che modificano la qualità della salute del cittadino, prevalentemente quello povero, che vive nelle zone tropicali e sub tropicali e tra poco la desertificazione arriverà anche da noi. Come arriviamo alle malattie cutanee? Aumentando la temperatura, il problema della sicurezza del cibo, e cosi via, si modificheranno alcune malattie cutanee facendole peggiorare, e prima di tutto le malattie infettive. Molto spesso noi dermatologi abbiamo a che fare con malattie infettive trasmesse dai vettori come le zecche, e queste non si trovano più nelle zone tropicali ma ormai le abbiamo endemiche in quasi tutti i paesi, anche nelle zone dell’Est dove fa freddo. Poi è aumentato il cancro cutaneo perché sono aumentate le esposizioni ai raggi ultravioletti, in quanto è aumentata anche la temperatura”. 

Il tema diventa anche sociale perché “Noi medici abbiamo un compito, accorgerci prima che la salute è cambiata, occorre educare le nuove generazioni alla cura dell’ambiente e ad utilizzare l’ambiente in modo più sostenibile, facendo meno sprechi e sollecitare la politica a cambiare la strategia. Poi è necessario ridurre la produzione di Co2, e l’inquinamento si calcola prevalentemente con la quantità di emissioni di Co2 che determina un aumento della temperatura”.

E a proposito di inquinamento, Milioto accenna alla telemedicina che ha un impatto ambientale positivo, aiuta il pianeta a ridurre le emissioni di Co2, oltre al vantaggio parallelo di portare benefici in termini economici e di tempo, facendo risparmiare i pazienti e quindi il Sistema sanitario nazionale.

Trattando di dermatologia pediatrica, “molti bambini sono affetti da malattie croniche cutanee, come la dermatite atopica o la psoriasi e il cambiamento climatico veloce determina un peggioramento altrettanto veloce. Salute e ambiente rappresentano la priorità di oggi e del futuro”.

Insomma, l’imputato numero uno è l’inquinamento: l’Oms, hanno ricordato i pediatri, valuta che in Europa circa un terzo delle malattie infantili dalla nascita a 18 anni si possa attribuire all’ambiente insalubre o insicuro. E se la diagnosi è semplice ancora mancano le terapie risolutive per una patologia, come la dermatite atopica, che risente appunto di fattori ambientali e pure dei fattori alimentari come allergie o carenze e rischi nutrizionali.

Di Maria Calabrese

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