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Regionalismo differenziato e patto per la salute, Razza: “Garantire ai siciliani una sanità pari alle altre regioni” di Redazione

ruggero razza

Il regionalismo differenziato irrompe anche nel sistema differenziato. La nostra regione si è detta non contraria da principio all’autonomia differenziata richiesta dagli altri, però vogliamo capire quali sono le modalità, quali sono le regole e che cosa si deve fare, a maggior ragione quando si parla di sanità” a dirlo è l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, in un video postato sulla sua pagina Facebook, dove ha spiegato la richiesta della Sicilia sul regionalismo differenziato in sanità e del tavolo unico con lo Stato per l’attuazione dello Statuto e per garantire ai cittadini siciliani una sanità pari alle regioni del Nord.

La Lombardia, il Veneto e l’Emilia Romagna hanno richiesto un’autonomia molto forte in materia sanitaria, hanno richiesto di poter decidere le assunzioni, l’organizzazione della rete ospedaliera e l’Emilia Romagna chiede anche di poter normare autonomamente i fondi integrativi. Se fossimo egoisti dovremmo dire che da Regione a statuto speciale potremmo chiedere di fare valere la clausola prevista nell’articolo 10 della legge costituzionale 3 del 2001 e quindi saremmo nelle condizioni di poter ottenere la stessa autonomia che chiedono le altre regioni“, aggiunge Razza.

Però in queste ore stiamo anche discutendo il nuovo patto per la salute perchè la legge finanziaria ha posto il termine del 31 di marzo, che non potrà essere rispettato, per approvare il patto della salute per il triennio 2019/2021. Ma la Regione siciliana si chiede se si può approvare un nuovo patto per la salute senza avere consapevolezza di quali saranno le ricadute dell’autonomia differenziata in materia sanitaria“.

Noi abbiamo posto questa domanda alla conferenza delle regioni, il presidente Musumeci ha voluto che si definisse in maniera chiara che ci sono dei diritti costituzionali inviolabili e tra questi il diritto alla salute” ha proseguito l’assessore.

Lo Stato che chiede alla Regione siciliana e alle altre regioni a statuto speciale di passare al 100% del finanziamento del fondo sanitario non può mantenere tre tavoli aperti. Non ci si può chiedere di sottoscrivere un patto per la salute senza sapere quali saranno le ricadute sull’autonomia differenziata e senza sapere soprattutto come si concluderà la trattativa tra lo Stato e la Regione sull’attuazione delle norme fiscali previste dal nostro statuto” ha concluso Razza.

 

 

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