Sanità in Sicilia

Pillole di conoscenza sui vaccini: la storia dell’eradicazione del vaiolo

Variola vera (il nome latino) è una specie di virus costituito da DNA responsabile del vaiolo. Appartiene al genere orthopoxvirus, famiglia Poxviridae e sottofamiglia chordopoxvirinaeNon esiste più in natura perché debellato con l’uso del vaccino e gli esseri umani erano l’unico serbatoio.

Il virus del vaiolo dentro una cellula infetta

Si trasmetteva tra le persone attraverso le piccole goccioline che vengono espulse nella normale respirazione oppure per contatto diretto con materiale infetto. Neanche i faraoni erano immuni: infatti, alcune pustole tipiche sono state ritrovate sul viso della mummia di Ramses V.

Una delle prime descrizioni del quadro clinico risale al 400 DC “Forti dolori alle piccole e grosse articolazioni, tosse, tremori e stanchezza; bocca secca, senso di sete e inappetenza; pustole rosse, gialle e bianche accompagnate da dolore bruciante … il corpo ha un colore bluastro e sembra tempestato da chicchi di riso. Le pustole diventano nere, piatte, diventano depresse al centro con ancora più dolore”.

Malattia severa con una elevata probabilità di morte: una persona ogni tre infettate. Il vaiolo nel passato ha fatto stragi di etiopi (guerra degli elefanti nel 568 DC), di nativi americani con l’arrivo degli spagnoli (a partire dai caraibi nel 1507), di indiani Cherockee nel 1738 etc. Si deve a Edward Jenner (1749–1823) una intuizione geniale: mungitori di vacche che avevano contratto il vaiolo bovino sembravano avere una infezione più leggera se contraevano il vaiolo umano. Pensò di prelevare un campione da una ulcera causata da vaiolo bovino e di inocularla nel braccio di una persona sana. Lo fece in un bambino che non manifestò mai la malattia anche se inoculato varie volte col virus del vaiolo umano. Gli eccellenti risultati convinsero anche l’imperatrice d’Austria Maria Teresa a far inoculare i suoi due figli arciduchi e l’arciduchessa, mentre Caterina di Russia si sottopose lei stessa all’inoculazione costringendo alla vaccinazione tutta la propria corte.

Le pustole tipiche del vaiolo

Le intuizioni di Jenner pongono le basi alla moderna immunizzazione da vaccino, cioè faccio conoscere al sistema immune il virus (attenuato o ucciso) o parti di esso e il sistema immune diventa capace di difendersi dalla infezione impedendo lo sviluppo della malattia (o riducendone gli effetti).

Le campagne di vaccinazioni partirono nel 1800 utilizzando il virus del vaiolo vaccino. La messa a punto di tecniche di essiccazione portarono ad una forma liofilizzata che permise una rapida diffusione; con campagne obbligatorie in tutti i paesi si arrivò all’eradicazione del virus, dichiarata ufficialmente nel 1980 dalla Organizzazione Mondiale della Sanità.

Mappa del CDC di Atalanta che mostra le varie tappe fino alla eradicazione del vaiolo

In atto possiamo dire che non esiste più il virus del vaiolo se non in alcuni laboratori di massima sicurezza. Per questo non vi è più ragione di vaccinare contro il vaiolo. Quali sono stati i motivi del successo del vaccino che hanno portato ad una eradicazione planetaria? Il vaiolo colpisce solo l’uomo e non ha serbatori animali o nel mondo vegetale. Non esistono portatori asintomatici e il vaiolo è contagioso solo quando è clinicamente manifesto. Ultimo fattore ma non meno importante è che il virus del vaiolo è geneticamente stabile senza ceppi mutanti. Quindi grazie a queste caratteristiche con una vaccinazione globale il vaiolo è stato sconfitto definitivamente.

Colpisce come due imperatrici di rango si fidarono della scienza … intuito femminile?

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