Sanità in Sicilia

Patologie croniche, Corrao: “Riprendiamo le attività ambulatoriali post Covid | VIDEO

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Si continua a parlare di patologie croniche, tra cui fa spicco l’artrite reumatoide. Questa è una malattia infiammatoria cronica, sistemica e potenzialmente invalidante, verosimilmente di origine autoimmune. È una malattia infiammatoria cronica sistemica che colpisce le articolazioni sia piccole che grandi, queste diventano dolenti, tumefatte e vanno deformandosi con il tempo. Può coinvolgere anche altri organi e apparati come il polmone, le sierose, l’occhio, la cute e i vasi. Interessa soprattutto le donne tra i 40 e i 50 anni.

L’artrite reumatoide non vede una causa unica: si ritiene che un fattore ambientale possa ingannare il sistema immunitario (mimetismo molecolare) o modificare alcuni antigeni che dovrebbero essere percepiti come propri dal sistema immunitario, ciò interrompe la tolleranza immunologica nei confronti di alcune proteine umane.

La patologia colpisce prevalentemente le articolazioni in modo simmetrico, ma essendo sistemica può coinvolgere molti organi del corpo, per esempio cuore, polmone e reni.

In Sicilia ancora c’è tanta strada da fare nella ripresa post Covid per delle cure adatte e soddisfacenti: “Le patologie croniche sono state trascurate, non per colpa del sistema, ma a causa del Covid che ha saturato gli ospedali, anche quelli di alta specializzazione, come il Civico“, sostiene il professore Salvatore Corrao, direttore dell’U.O.C. di medicina interna del Civico di Palermo.

Le malattie reumatologiche sono un gruppo eterogeneo di patologie, ciò che però le accomuna molto è il legame al dolore e alla inabilità – continua – quindi i pazienti sono molto fragili e necessitano della massima attenzione. Tra queste patologie reumatologiche vediamo l’artrite reumatoide che è particolarmente invalidante e se non si interviene precocemente è possibile soltanto frenarla“.

Oggi, con le nuove tecnologie farmaceutiche e mediche però, si parla di remissione della malattia: “È fondamentale un intervento estremamente precoce e per questo i servizi ambulatoriali devono avere la possibilità di riprendere appieno la loro attività e concentrarsi nel dare le migliori cure“, conclude Corrao.

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