Ha preso avvio all’Unità di terapia intensiva neonatale dell’ospedale Barone Romeo di Patti, in collaborazione con l’ospedale di Sciacca, il percorso clinico previsto dal progetto Bscs-01 dedicato all’utilizzo di concentrati eritrocitari derivati da sangue cordonale per il supporto trasfusionale dei neonati prematuri.
“Si tratta – sottolinea la direzione strategica dell’Asp di Messina, composta dai direttori generale, Giuseppe Cuccì, amministrativo, Giancarlo Niutta, e sanitario, Giuseppe Ranieri Trimarchi – di un risultato importante, che vede per la prima volta in Sicilia la concreta collaborazione tra una Banca del sangue cordonale, una Terapia intensiva neonatale e un servizio di Medicina trasfusionale”.
“L’avvio del progetto Bscs-01- spiega la direzione strategica – rappresenta un ulteriore passo avanti nel rafforzamento della rete assistenziale dedicata ai neonati prematuri e testimonia la capacità dell’Asp di promuovere percorsi innovativi, integrati e fondati sulla collaborazione tra strutture e professionisti. Investire nella ricerca clinica e nell’innovazione – conclude la direzione strategica – significa garantire cure sempre più appropriate, sicure e personalizzate, soprattutto ai pazienti più fragili”.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Utin di Patti, diretta da Caterina Cacace, il Servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale di Patti, diretto da Gaetano Crisà, e la Banca regionale del sangue cordonale di Sciacca. Il progetto è promosso dalla Banca cordonale, istituita all’Uoc di Medicina trasfusionale dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca, diretta da Pasquale Gallerano. Responsabile della Qualità e del Laboratorio è la dottoressa Giusi Tancredi.
di Redazione
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