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Ospedale Civico, sindacati sul piede di guerra: “Politica aziendale è fallimentare” di Redazione

L’acconto del 50 per cento dei premi di produttività del 2018 per i lavoratori dell’ospedale Civico non rispetta gli accordi sindacali fortemente voluti dalla precedente amministrazione e da alcune sigle sindacali che oggi cantano vittoria su quella che, evidentemente, è una violazione dei patti“, lo afferma il fronte sindacale formato per la Fials da Mario Di Salvo, per la Uil da Giuseppe Pizzo, per il Nursind da Vincenzo Augello, per il Nursing Up da Giuseppe La Barbera e per l’Rsu da Aurelio Guerriero e Biagio Paradiso, e Pippo Piastra coordinatore regionale infermieri Uil.

Secondo questa amministrazione – proseguono i sindacalisti – ci sono 500 esuberi nei vari ruoli e, pertanto, sembra non esserci l’intenzione di rimpinguare adeguatamente gli organici, offrendo il peggior servizio di sempre ai pazienti ed agli utenti. Invece di gioire per uno striminzito e stitico 50%, queste organizzazioni sindacali dovrebbero denunciare che ancora non è stata avviata la contrattazione decentrata, che comporterebbe l’adeguamento di funzioni, indennità e quant’altro. Ogni amministrazione che si è succeduta negli ultimi 30 anni, in concerto con la vecchia maggioranza sindacale, non è mai stata capace di individuare chi non produce senza motivo valido e di razionalizzare reparti e servizi, accorpando anziché distribuire primariati e posizioni organizzative a chiunque. Si denuncia che vengono pagate ancora posizioni organizzative a gente che non è neanche nel posto dove sono state assegnate, e comunque la maggior parte restano improduttive“.

I sindacati ricordano pure che “abbiamo già diffidato con comunicazione alla Corte dei conti sull’uso improprio del gettone. Senza dimenticare che i turni di servizio da tempo non rispettano più né la normativa, né gli obblighi imposti dai Lea, mentre non sono state avviate le procedure di stabilizzazione del personale avente diritto da comma 2 della Legge Madia”.

Il fronte sindacale Fials, Uil, Nursind e Nursing Up, più la maggioranza della Rsu, prende le distanze “dai comunicati sindacali che esprimono soddisfazione per una situazione che sfiora la catastrofe. Così come abbiamo denunciato le responsabilità degli amministratori che hanno creato l’attuale deficit, non siamo disposti a vidimare quella che sembra essere una politica aziendale fallimentare della quale non intendiamo ancora essere vittime“.

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