Sanità in Sicilia

Orticaria cronica spontanea: all’Arnas Civico di Palermo un centro specializzato

L’orticaria è un’eruzione cutanea che interessa gli strati superficiali del derma, caratterizzata dalla transitoria e rapida comparsa di lesioni eritemato-pomfoidi.

Quando l’edema interessa gli strati profondi del derma e del sottocute si parla  di angioedema, che si manifesta  con tumefazioni cutanee spesso gravi, a volte dolorose, che prediligono le zone più ricche di tessuto connettivo lasso e che possono  occasionalmente minacciare la vita quando interessano il laringe.

L’orticaria si definisce acuta quando la durata dell’episodio è inferiore a 6 settimane, cronica quando le manifestazioni perdurano senza interruzione per un periodo di tempo superiore alle 6 settimane. Quest’ultima a sua volta si distingue in ricorrente quando la manifestazione recidiva con periodi di benessere di giorni e/o settimane o continua quando le lesioni eritemato-ponfoidi si presentano a frequenza giornaliera per la maggior parte della settimana.

La dottoressa Rosa Giuseppa Angileri, specialista in dermatologia dell’ambulatorio di dermatologia dell’ARNAS Civico di Palermo, spiega quali sono i meccanismi eziopatogenetici che sottendono alla patologia:  “Il fulcro fisiopatologico della reazione orticarioide è il mastocita, cellula presente in tutti i tessuti, tranne che nel sistema nervoso centrale, capace di degranulare in seguito a svariati stimoli e di liberare numerosi mediatori attivi sul microcircolo e sulle terminazioni nervose periferiche, costituendo la via ultima comune di complessi meccanismi immunologici, mediati dalle IgE e non immunologici”.

“I meccanismi non immunologici – prosegue Angileri – sono sostenuti da sostanze istamino-liberatrici (PAR) e da stimoli fisici, questi ultimi determinano l’attivazione mastocitaria direttamente o per via colinergica o attraverso la sostanza P liberata dalle fibre C. La sostanza P, principale neuropeptide responsabile dell’infiammazione neurogenica, esercita un’azione vasopermeabilizzante sul microcircolo, sia direttamente, che indirettamente, provocando la degranulazione dei mastociti cutanei.  Inoltre, fattori esogeni (introdotti con l’alimentazione o prodotti attraverso la fermentazione intestinale) ed endogeni possono intervenire direttamente sui mastociti o sulle strutture vasali interessate, modulando l’espressività clinica della malattia”.

Quando la causa resta non diagnosticata e la diagnosi è di esclusione si parla di Orticaria Cronica Spontanea. La presenza di autoanticorpi funzionali diretti contro il recettore ad alta affinità per le IgE ha dimostrato come i pazienti affetti da CSU acquisiscono nel tempo una “labilità mastocitaria”, con uno spiccato dermografismo e con facili riacutizzazioni della sintomatologia in seguito a stress emozionali, fisici o in seguito ad assunzione di farmaci” conclude la dottoressa Angileri.

L’orticaria non è solo un’espressione cutanea ma rappresenta una patologia le cui forme particolarmente gravi rappresentano fonte di angoscia e di disabilità per i pazienti, soprattutto se poco responsive alla terapia antistaminica convenzionale.

Un centro per la cura dell’orticaria cronica spontanea si trova all’ospedale Civico di Palermo presso la U.O.C. di Medicina Interna diretta dal professore Salvatore Corrao.

La responsabile della U.O. di dermatologia, la dottoressa Maria Antonietta Prestigiacomo spiega l’attività di questo ambulatorio: “Sono numerosi i pazienti presi in carico e trattati con Omalizumab, che rappresenta comunque un trattamento riservato alle forme cliniche non responsive alle consuete terapie. Nel nostro percorso di cure il paziente viene preso in carico olisticamente da un team di dermatologi e infermieri e viene sottoposto ad un serrato screening, necessario a individuare eventuali cause eliminabili.

In virtù del forte impatto psico-fisico della patologia, abbiamo previsto un percorso che tenga conto della figura dello psicologo, dell’internista ma anche di altri specialisti, ma sempre con un forte coordinamento clinico”.

“I nostri percorsi integrati mettono al centro il paziente con i suoi bisogni di salute e offrono un modello organizzativo dinamico, che fa economia di scala e va oltre la gestione delle singole cronicità, rappresentando un modo efficace ed efficiente di gestire la complessità clinica” conclude il professore Salvatore Corrao.

 

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