Sanità in Sicilia

Obesità, diabete e prevenzione: “Più fiducia e ottimismo sul sistema sanitario siciliano”

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento di Giuseppe Carruba, Responsabile SIRS dell’ARNAS-Civico di Palermo, che ha voluto aggiungere il suo contributo al tema sviluppato dal Prof. Salvatore Corrao: “Dieta e Attività Fisica: Prevenzione, questa Chimera!”.

«In primo luogo voglio ringraziare l’amico Salvo Corrao per aver voluto (finalmente!) porre l’accento su un problema di importanza cruciale per la nostra sanità, ma che è ormai un problema di dimensioni pandemiche mondiali, quello cioè del costante incremento della prevalenza (cioè del numero complessivo di malati) delle malattie cosiddette non-trasmissibili, o croniche se si preferisce (dalle patologie cardiovascolari ai tumori, al diabete, alle malattie croniche respiratorie, all’obesità), che da sole costituiscono l’80% del carico di malattia nella nostra Regione, con una spesa sanitaria annuale che si aggira intorno ai 5 miliardi di euro solo in Sicilia, ma che supera i 110 miliardi di euro in Italia. Tale fenomeno, riconducibile ad un aumento di incidenza ed alla riduzione della mortalità per tali patologie, oltre che ad un aumento dell’aspettativa di vita media della popolazione generale, può essere contrastato solo e soltanto grazie alla definizione ed alla messa in atto di strategie di prevenzione primaria, cioè di tutte quelle misure che riducono il rischio di ammalarsi per queste malattie, proprio cioè di tutto quello che il Prof. Corrao definisce una Chimera.

Salvatore Corrao

Tuttavia, mi corre l’obbligo di intervenire per precisare quanto Salvatore Corrao, erroneamente, afferma quando si chiede “…cosa aspettano le nostre autorità sanitarie? Perché non si fa un piano sistematico per cambiare le cose?….” e conclude scrivendo “Purtroppo, la vera prevenzione primaria (con programmi sistematici mirati al cambiamento dello stile di vita) rimane una chimera”.

Fortunatamente le cose, almeno nella nostra Regione, non stanno così. Nell’ormai relativamente lontano 2011, infatti, rispondendo ad una sollecitazione dell’allora Assessore della Salute Massimo Russo, io, insieme al collega e amico Pietro Di Fiore (Resp. Centro Obesità ASP Palermo), predisponemmo un progetto per la prevenzione primaria delle malattie croniche non-trasmissibili, che chiamammo con l’acronimo FED (Formazione, Educazione, Dieta) e che presentammo in Assessorato, presso il Dipartimento Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (DASOE), al Dirigente del Servizio 5 – Promozione della Salute Dott. Salvatore Requirez. Fu istituito un tavolo tecnico, presediuto dallo stesso Dott. Requirez e comprendente anche gli amici e colleghi Elena Alonzo (SIAN, Catania), Daniela Falconeri (CEFPAS, Caltanissetta), Francesco Leonardi (Food Education Italy, Catania) che ha da allora incessantemente lavorato allo sviluppo del FED sino alla sua ufficializzazione come programma regionale, con Decreto dell’Assessore Salute del Dicembre 2013. Il Programma FED, ormai operativo dal Febbraio 2014, ha sviluppato un meccanismo di formazione a cascata rivolto a tre fondamentali macro-aree (sanitaria, agronomica e dell’istruzione) ed ai portatori di interesse (stakeholders), per consentire la diffusione capillare presso tutta la popolazione regionale di buone pratiche comportamentali riguardanti la corretta alimentazione e l’attività fisica come strumenti irrinunciabili di prevenzione primaria delle malattie croniche. Bisogna sottolineare, peraltro, come in questo la nostra Regione ed il nostro Assessorato Salute siano stati antesignani dal momento che la Sicilia è stata la prima (e ancora unica) regione Italiana a dotarsi di un programma di prevenzione primaria delle malattie non-trasmissibili, suscitando l’interesse della stessa Organizzazione Mondiale della Sanità – Europa (WHO-Europe) e quello di svariate altre regioni italiane, non ultima la Puglia che ha recentemente adottato il modello formativo FED con una delibera di Giunta regionale.

Naturalmente, gli effetti del piano regionale FED saranno ”tangibili” solo nel lungo periodo, dal momento che saranno necessari svariati anni per modificare i livelli di incidenza delle patologie sopra ricordate. Ma senza dubbio, nella nostra amata Regione, oggi possiamo guardare con maggiore fiducia e moderato ottimismo al nostro Sistema Sanitario Regionale, senza chimere ma con i dati che presto daranno ragione a chi ha voluto e creduto nel programma FED e a tutti quelli, oggi numerosi, che lavorano per la sua piena realizzazione».

 

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© Riproduzione Riservata
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