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Melanoma: attenzione ad eritemi, scottature ed ustioni solari di Maria Cavallaro

Le scottature solari gravi durante l’infanzia e l’adolescenza triplicano il rischio di melanoma in età adulta. Il melanoma è un tumore maligno che origina dai melanociti, le cellule che producono la melanina, il pigmento che conferisce alla cute la sua colorazione.

E’ rarissimo prima della pubertà e colpisce prevalentemente i soggetti di età compresa tra i 30 e i 60 anni, con un’incidenza in crescita costante in tutto il mondo tanto che numerosi studi suggeriscono che essa sia addirittura raddoppiata nell’ultimo decennio.

A livello mondiale si stima che negli ultimi dieci anni il melanoma cutaneo abbia raggiunto 100.000 nuovi casi anno (con un incremento del 15% rispetto al decennio precedente). In Italia i dati dell’Associazione Italiana Registri Tumori del 2017 stimano all’incirca 7300 nuovi casi ogni anno tra gli uomini e 6700 tra le donne. Tra le principali cause l’eccessiva esposizione alla luce ultravioletta, sotto forma di raggi UVA e UVB, principalmente veicolati dai raggi solari. Altri fattori di rischio sono alcune malattie ereditarie, un sistema immunitario deficitario, la predisposizione cutanea in base al proprio fototipo e la presenza di nevi (comunemente chiamati nei) o lentiggini.

La dottoressa Ilenia Vella, specialista in dermatologia, ribadisce: “Nonostante negli ultimi anni si sia registrato un incremento dei tassi di mortalità, grazie alle campagne di prevenzione secondaria e alla diagnosi precoce, si è assistito ad un decremento della mortalità soprattutto tra i giovani. La diagnosi precoce del melanoma cutaneo non dipende solo dallo specialista. Infatti un auto-esame periodico della pelle permette a volte di identificare cambiamenti dei nei e di rivolgersi tempestivamente al dermatologo. Lo specialista poi effettuerà una visita completa, nella quale valuterà la storia familiare e l’eventuale presenza di segni e sintomi”.

“L’esame visivo della pelle è comunque necessario e richiede una valutazione più accurata, ottenibile mediante l’uso della dermatoscopia. La diagnosi certa, tuttavia, richiede una biopsia, con la quale viene prelevato un campione di tessuto che verrà poi analizzato. Per quanto riguarda la prevenzione, le ultime linee guida AIOM ( Associazione Italiana di Oncologia Medica) raccomandano  l’utilizzo di creme con filtro solare o altro metodo di fotoprotezione , comunque sempre in associazione a tempi di esposizione ridotti. Tali raccomandazioni valgono ancor di più se si parla di bambini. Infatti uno dei fattori di rischio maggiori per lo sviluppo di melanoma sono le scottature in età infantile e adolescenziale, le quali ne triplicano la possibilità di insorgenza“, aggiunge la dottoressa Vella.

“Altra forte raccomandazione della Società Italiana di Oncologia Medica è quella di non sottoporsi a fonti artificiali di raggi UV (lampade solari e lettini abbronzanti), specialmente al di sotto dei 35 anni di età poiché, sfatando il falso mito che le lampade solari preparino la pelle all’abbronzatura, il rischio di melanoma raddoppia per ogni sessione di utilizzo di solarium e lettini abbronzanti all’anno. E’ consigliabile, infine, eseguire visite dermatologiche periodiche soprattutto per i soggetti a rischio”, conclude la dottoressa Vella.

 

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