Sanità in Sicilia

Malattie epatiche: quali i progressi in campo diagnostico e terapeutico. Il congresso a Enna

Le malattie croniche del fegato sono tra le prime cause di morbilità e mortalità in Italia, in particolare nelle fasce d’età più avanzata.

I recenti progressi compiuti in campo diagnostico e terapeutico fanno dell’Epatologia uno dei settori di maggior interesse in ambito medico.

L’introduzione di farmaci in grado di eradicare l’infezione da virus C, una delle principali cause di mortalità per cirrosi epatica ed epatocarcinoma in tutto il mondo, sta modificando la storia naturale di questa malattia. Gli agenti ad azione diretta contro HCV (DAAs) hanno confermato nella real life l’efficacia e la sicurezza dimostrata nei trials clinici registrativi, diventando in breve lo standard of care sia nei pazienti con malattia lieve/moderata che nei pazienti con cirrosi ed epatocarcinoma, grazie alla loro elevata cost/effectiveness.

Una attenta strategia che tenga conto di efficacia, sicurezza, aderenza e costi può consentire l’ottimizzazione delle risorse e la riduzione dei fallimenti terapeutici.

Inoltre, poiché l’infezione da HCV si mantiene asintomatica sin nelle fasi più avanzate della malattia, è necessario il coinvolgimento della medicina del territorio allo scopo di arrivare alla diagnosi dei casi non noti e di offrire il trattamento ad una platea quanto più ampia possibile di pazienti.

I responsabili scientifici: dott. Mauro Sapienza e dott. Luigi Guarneri

Con questi obiettivi nel corso dell’annuale congresso della Associazione di Epatologi siciliani e calabresi (Neo-GRECAS), che si terrà a Enna, il 14- 15 dicembre, Sala Cerere, sarà dato ampio spazio alla gestione della terapia dell’HCV. Una intera sessione sarà dedicata alla discussione dei risultati ottenuti dai vari centri epatologici siciliani dal 2015 ad oggi nel trattamento dei pazienti con cirrosi epatica ed epatocarcinoma HCV correlati.

La terapia dell’epatite B si basa ormai da diversi anni sull’uso di farmaci in grado di controllare, ma non eradicare, l’infezione. Tuttavia, anche in questo campo sono in fase di sperimentazione avanzata terapie innovative che renderanno possibile la soppressione della replicazione e l’eradicazione del virus B.

Grazie ai risultati entusiasmanti ottenuti nella cura delle epatiti virali, la malattia da accumulo di grasso nel fegato correlato al diabete e all’obesità (NAFLD) è diventata la prima causa di danno epatico nel mondo industrializzato. I dati epidemiologici e gli studi di storia naturale consentono di prevedere che nei prossimi anni questa patologia avrà un impatto sociale ed economico difficilmente sostenibile. La comprensione dei meccanismi patogenetici che sono alla base del danno epatico e sistemico correlato all’aumento dell’adiposità viscerale ha permesso di sviluppare un numero consistente di trials clinici alla ricerca di farmaci in grado di rallentare o arrestare l’infiammazione e la fibrosi epatica. Questi risultati possono essere raggiunti con la modifica degli stili di vita della popolazione a rischio, come dimostrato da numerosi studi clinici pubblicati. Pertanto, dieta di tipo mediterraneo e regolare esercizio fisico sono alla base del trattamento della NAFLD. Una sessione del congresso sarà dedicata alla gestione multidisciplinare della NAFLD.

La cirrosi epatica, indipendentemente dall’eziologia e nonostante le cure oggi disponibili, determina spesso la comparsa dell’epatocarcinoma (HCC), uno dei tumori con più elevata incidenza e mortalità. Le opzioni terapeutiche di cui oggi disponiamo sono numerose ed efficaci, ma possono essere applicate nei pazienti con tumore in fase precoce e conservata riserva funzionale epatica. Anche in questo caso solamente una strategia di “sistema” tra medicina del territorio e centri di riferimento permetterà di migliorare la sopravvivenza dei pazienti con HCC, nell’attesa di farmaci ad azione sistemica che dimostrino maggiore efficacia e sicurezza.

Anche quest’anno il congresso del Neo-GRECAS rappresenterà un momento importante di aggiornamento, confronto e condivisione di percorsi diagnostico-terapeutici tra le varie “anime” (epatologica, gastroenterologica, infettivologica, internistica) di quanti si occupano della cura dei pazienti con malattie del fegato.

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