Sanità in Sicilia

L’alimentazione e il COVID-19

Dopo le solitarie mangiate di Pasqua e Pasquetta per l’emergenza da Covid19, mi faccio una chiacchierata con il Dott. Massimiliano Cerra, biologo e nutrizionista clinico, che è stato Visiting Scientist al Massachusetts General Hospital della Harvard Medical School (Boston – USA) e presso il Center for Celiac Research and Treatment. Questa emergenza sarà lunga e dobbiamo cominciare ad immaginare la prossima convivenza con la pandemia da Coronavirus, fino alla produzione del vaccino. Come ci dobbiamo comportare nella nostra alimentazione e quali sono i maggiori fattori di rischio?

Intanto, lasciami dire che la nutrizione non è una moda, ma è una scienza. Non è uno slogan o un mantra, è la pura realtà. Sembra un fatto scontato, ma è bene precisarlo e puntualizzarlo perché spesso questo campo si considera alla mercé di tutti. Invece, proprio questi tempi duri che stiamo vivendo dimostrano quanto sia importante vedere l’alimentazione come un mezzo per la cura o l’affiancamento alle cure mediche e farmacologiche di alcune patologie cronico-degenerative. Tutto il mondo è sconvolto dall’emergenza sanitaria da pandemia di SARS-CoV-2 e dalla patologia a carico del sistema respiratorio che ne consegue. Il nuovo Coronavirus ha la capacità di infettare e di replicarsi negli alveoli polmonari causando una pseudo influenza che, in una buona percentuale di casi, si risolve spontaneamente e a domicilio, ma in una parte di casi si trasforma in polmonite primaria. All’interno dell’alveolo polmonare, proprio dove avviene lo scambio tra ossigeno e anidride carbonica, cioè il luogo della respirazione, l’infezione da nuovo Coronavirus determina un aumento marcato di infiammazione localizzata, a seguito di una tempesta di molecole infiammatorie (Interleuchina-6 in primis) e un aumento spropositato di ROS, cioè di radicali liberi che danneggiano gli pneumociti. Contemporaneamente viene a determinarsi una crisi di shock settico da infiammazione sistemica, le cui conseguenze sono a carico degli altri organi come cuore, reni, fegato, milza, stomaco ed esofago, nei casi più gravi.  Dalle prime indagini dell’Istituto Superiore di Sanità si evince come, tra i ricoverati in terapia intensiva e tra i deceduti, fossero presenti da 1 a 3 comorbidità. Le percentuali più alte evidenziano un rischio più alto per diabete, ipertensione arteriosa, cancro, cardiopatia ischemica, insufficienza renale e obesità. In aggiunta a quanto detto, un editoriale della rivista “Obesity”, facendo un parallelismo con l’epidemia influenzale di H1N1, evidenzia come la sola obesità è stata riconosciuta, proprio per quella infezione – la H1N1, fattore di rischio di complicanze, indipendentemente dalle altre patologie e afferma che l’obesità può essere un fattore di rischio indipendente anche in questa nuova pandemia.

Come possiamo usare l’alimentazione come terapia d’accompagnamento e di protezione nelle patologie?

Va da sé che mantenere un corpo in salute ci aiuta non solo ad evitare di esporlo o destinarlo nell’arco della vita a patologie cronico-degenerative come diabete, ipertensione, insufficienza renale, obesità, cancro, compromissione respiratoria da sovrappeso, ma ci permette di averlo efficiente in caso di infezione da patogeni, in questo caso da SARS-CoV-2. Per fare questo abbiamo delle armi micidiali, armi di prevenzione primaria, di cura, di sostegno alle altre terapie e di prevenzione terziaria: gli alimenti. Un’arma a doppio taglio però. L’alimentazione bisogna saperla usare, proprio come un bisturi. Alcuni alimenti sono salutari, altri meno, altri sono dannosi. Per questo è una scienza e non una moda, l’alimentazione. Mai come ora necessitiamo di una corretta nutrizione, scegliendo i cibi più utili per la nostra salute. Le molecole contenute negli alimenti ci devono servire a prevenire e a curare le patologie di cui sopra.

Cosa dobbiamo fare quindi? Quali cibi dobbiamo privilegiare?

Abbassare i livelli di infiammazione sistemica che si andrebbe ad aggiungere all’infiammazione determinata da infezione virale nella Covid19, come spiegavo sopra, e come dice la letteratura internazionale. Lo possiamo fare attraverso il consumo di frutta e verdura, alimenti ricchi di antiossidanti. Mantenere a bada i livelli di glicemia e insulinemia consumando cereali integrali (farro, pasta integrale, riso integrale, quinoa) e non farine raffinate o zucchero bianco. Ricordiamo che livelli alti di insulina determinano ulteriore infiammazione. Ridurre la massa di tessuto adiposo bianco (grasso), tra i primi “organi” escretori di molecole pro-infiammatorie, perdendo peso con un piano nutrizionale bilanciato in termini di apporto calorico. Non compromettere la funzionalità cardiaca o dell’endotelio dei vasi sanguigni, abbassando i livelli di LDL (colesterolo cattivo) e introducendo frutta secca e olio extravergine d’oliva, cibi ricchi

di grassi insaturi (dei veri e propri spazzini delle arterie). Prevenire e controllare l’ipertensione riducendo al minimo il consumo di sale. Ridurre i fattori di crescita circolanti evitando le proteine animali o latte vaccino, prediligendo proteine vegetali da legumi o magari da pesce azzurro (anch’esso ricco di grassi buoni). Idratarsi e porre attenzione all’apporto quotidiano di micromolecole come resveratrolo e Vitamina D, sostanze implicate nel potenziamento del sistema immunitario (ed in altre funzioni metaboliche e biochimiche). In particolare, lo stato ottimale di vitamina D può contribuire alle principali funzioni immunoregolatorie in contesti di infezione respiratoria virale. Specifica attenzione, infine, dobbiamo riservare alla salute del nostro microbioma intestinale. I nostri batteri amici che popolano l’intestino e che lo rendono efficiente garantendo la sua integrità e facendo in modo che molecole deleterie non passino dolosamente dall’intestino al sangue e poi in tutto il corpo. Il microbioma lo coccoliamo con un giusto apporto di fibre da frutta e verdura di stagione e con una buona idratazione.

 

Qualche cibo specifico consigli per combattere quell’aumento di ROS o radicali liberi che possono danneggiare gli pneumociti anche in normali influenze e bronchiti?

Abbiamo innanzi una sfida epocale, una guerra per la salute, una guerra che ci vede impegnati a lottare una battaglia molto importante e che dobbiamo vincere. E tra i migliori alleati in questa guerra ci sono proprio gli alimenti che abbiamo nella nostra cucina o nel nostro frigorifero, soprattutto arance, mele, fragole, mirtilli (uno dei frutti più antiossidanti presenti in natura). Una bella zuppa di lenticchie con olio extravergine di oliva, una mela o delle fragole, un mix di nocciole e cioccolato fondente, sono alimenti ideali che ci devono accompagnare per sostenere questa battaglia.
Valeria Militello

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