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La sanità dei sogni nella Sicilia del futuro, mentre quella del presente non garantisce le cure minime ai cittadini di Alberto Samonà

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“C’e’ una trasformazione radicale in senso innovativo e moderno. Ogni cittadino in qualunque parte della nostra regione avrà diritto alla cura e alla salute e non ci saranno più privilegi per i cittadini che vivono nelle aree metropolitane: anche chi abita nelle zone periferiche potrà essere curato con le unità di emergenza-urgenza”.

Ecco il libro dei sogni, pardon la nuova rete ospedaliera dell’Isola. Almeno, questo avverrà in Sicilia nei prossimi anni, almeno a detta dell’assessore alla Salute della Regione siciliana, Baldo Gucciardi, che ha così commentato il via libera alla nuova rete ospedaliera da parte della commissione ai Servizi Sociali e Sanitari dell’Assemblea regionale siciliana, presieduta da Pippo Digiacomo.

Domani Gucciardi emanerà il decreto, dopodiché il 4 aprile ci sarà l’esame del Ministero della Salute. Secondo quanto indicato dal Ministero, i posti letto programmati nel nuovo piano saranno 18.051, divisi fra strutture pubbliche (72%, 13.044) e private (28%, 5.007).

“Dopo che il piano sarà approvato in maniera definitiva dai Ministeri competenti – ha spiegato l’assessore –  finalmente sbloccheremo le assunzioni. In Sicilia i posti vacanti sono fra i 9.400 e i 10.000. I nostri ospedali non possono sopravvivere se non sblocchiamo i concorsi: dobbiamo dare respiro al personale che in questi anni ha fatto sacrifici immensi, altrimenti poi non lamentiamoci se i livelli di assistenza dovessero scendere. Ognuno si deve assumere le sue responsabilità. Si sono persi troppi anni: dobbiamo recuperare”.

E dunque, all’orizzonte assunzioni à gogo, ma per quali cause in Sicilia si siano persi tutti questi anni è mistero…

E intanto, nel giorno dell’annuncio, proprio dal Ministero della Salute arriva una doccia fredda per la Sicilia. Secondo la Lorenzin, infatti, la nostra è fra le regioni che non raggiungono la soglia minima in fatto di cure ai cittadini.

Intervistata dall’agenzia Ansa, il ministro spiega come “il punteggio minimo da raggiungere per essere adempienti è 160 ma dai primi risultati del 2015, anche se non ufficiali, sono ancora sotto soglia Calabria (147 punti), Molise (156), Puglia (155), Sicilia (153) e Campania con 99 punti.

“Ad aver peggiorato le performance – commenta la Lorenzin – sono, oltre alla Campania, anche Puglia, Molise e Sicilia. In troppe regioni ci sono molte difficoltà nel potenziamento della assistenza territoriale. In particolare, nell’assistenza domiciliare, numero dei posti letto per assistenza residenziale, assistenza ai disabili, coperture vaccinali, screening del tumore a colon-retto, mammella e cervice uterina”.

Insomma, la solita distanza fra sogno e realtà: tema epocale che affligge l’umanità fin dalla creazione del mondo.

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