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La Medicina interna in era Covid: “Gli Internisti, baricentro dell’Ospedale”

Gli Internisti si trovano ancora una volta in prima fila ad affrontare le criticità, a gestire i pazienti ed ad essere preoccupati per il rischio personale, dei collaboratori e delle famiglie.

Come riportato dal Presidente Nazionale FADOI (Federazione delle Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti), Dario Malfellotto, Direttore dell’UOC Medicina Interna e del Dipartimento delle Discipline Mediche dell’Ospedale Fatebenefratelli Isola Tiberina di Roma, “gli Internisti sono il baricentro dell’Ospedale” e fino poco tempo fa nessuno avrebbe potuto lontanamente immaginare che cosa sarebbe successo; nessuno avrebbe immaginato che il lavoro sarebbe stato così duramente messo alla prova da questo impegno straordinario sul piano personale, fisico, organizzativo, professionale, morale.

Ma questa è la vita dei Medici ed Infermieri che operano nei Reparti di Medicina Interna – dice Salvatore Di Rosa, Direttore Scientifico per il COVID-19 dell’ASP di Palermo e Presidente Onorario FADOI Nazionale; – si stanno dando molto da fare anche per evidenziare il ruolo importante della Medicina interna in questa situazione. Sentiamo troppo spesso parlare di Rianimazione, di Malattie Infettive, di Pneumologia. Pochi parlano della Medicina Interna, che accoglie in tutta Italia molti dei pazienti ricoverati con COVID-19 e si auspica che gli organici vengano rivisitati alla luce del ruolo fondamentale che la Disciplina riveste.

Le Società Scientifiche di Interesse Internistico, dice Ignazio Morana, Presidente ADMIS (Associazione Dirigenti Medici Internisti Siciliani) e Responsabile UO Medicina Interna -Area Critica dell’ARNAS “Garibaldi” di Catania, stanno facendo sentire la loro voce sui giornali e alla TV per rappresentare il ruolo delle Medicine Interne, con risultati già evidenti.
Si riuscirà sicuramente a superare questo momento, solo se si supererà la logica di parte e di divisione specialistica; spingiamo per fare sistema.

Salvatore Corrao, Direttore Dipartimento Medicina Clinica e UOC Medicina Interna – ARNAS “Civico” di Palermo e Componente CTS dell’Emergenza COVID 19 della Regione Siciliana, in rappresentanza della Medicina Interna, afferma che la Medicina Interna è l’unica disciplina in grado dare risposte ad urgenze gestionali di coordinamento multidisciplinare che mette al centro il paziente con tutta la sua complessità e le varie comorbodità, in collaborazione con gli specialisti di settore.
Gli Internisti, è inutile dirlo, si sono rimboccati le maniche: molti, nelle aree più critiche, non sono più usciti dai loro reparti dall’inizio della vicenda; alcuni, nelle stesse aree, addirittura, si sono infettati; altri sono in quarantena.

Antonino Mazzone, Direttore Dipartimento Area Medica ASST Ovest Milanese, Vice Presidente FISM (Federazione Italiana Società Medico Scientifiche) e Past Presidente FADOI, sottolinea come “la cura in Medicina Interna è fondamentale per non fare peggiorare i pazienti e ricoverarli in terapia intensiva. Le competenze e la visione olistica nella gestione del paziente complesso e polipatologico ed in polifarmacoterapia ne fanno il pilastro del Servizio Sanitario Nazionale ospedaliero. Nei reparti, purtroppo, la Pneumologia e le Malattie Infettive, sono in grado di ricoverare al massimo il 10% dei malati, qualcuno si è chiesto dove sono ricoverati il restante l’80% dei pazienti?
Nessuno né i dati della Protezione civile, ne’ Istituto Superiore di Sanità, né Politici hanno citato, anche per una forma di riconoscimento e ringraziamento a chi gestisce l’80% dei pazienti, la Medicina Interna ”.

E’ un momento di grande unità della classe Medica – dice Pino Liberti, Infettivologo e Commissario ad acta presso l’ASP di Catania nell’ambito dell’emergenza COVID-19 – dove non esistono più gli ultraspecialisti e dove Infettivologi, Pneumologi, Immunologi ed Internisti e persino specialisti di branche chirurgiche e Rianimatori affrontano con la stessa intensità, passione ed abnegazione la grave emergenza globale.

Nella realtà territoriale di Enna, riferisce Mauro Sapienza, infettivologo e Direttore UOC Medicina Interna dell’Ospedale “Umberto I” di Enna, che gestisce, in atto, insieme alla sua Equipe il Reparto Medicina–COVID, che sta accogliendo molti pazienti di interesse multidisciplinare, specie anziani, complessi, fragili, polipatologici, con insufficienza multiorgano, neoplastici, acuti-su-cronici, non autosufficienti e con perdita dell’indipendenza funzionale, non collaboranti e dipendenti totalmente da assistenza da parte di altre persone, frequentemente costretti all’immobilità, incapaci di mantenere relazioni interpersonali, malnutriti e/o sarcopenici, ad alto rischio di caduta ed altri eventi sentinella e near-miss, recentemente dimessi da altri nosocomi o altri Reparti o RSA, Case di Riposo e con frequenti ricadute, che hanno in comune la positività per SARS-CoV2.

A riguardo si osserva che la Medicina Interna Ennese è l’unica in Provincia operante, per la presenza di un Dirigente Medico specialista in Pneumologia, in regime di terapia semintensiva pneumologica (NIV – Ventilazione non invasiva) con l’ausilio di C-PAP per l’insufficienza respiratoria acuta e grave.
Gli Internisti sono sempre pronti a ricevere, da chiunque lo desideri, suggerimenti, consigli, richieste, anche soltanto per raccontare la loro difficoltà e condividere i problemi sul lavoro, qualche dubbio, qualche perplessità.
“E’ necessaria adesso la massima coesione, fiduciosi di tempi migliori”.

di Redazione
© Riproduzione Riservata
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