Sanità in Sicilia

Innovazione e ricerca: al Gemelli Giglio di Cefalù, la serie A in campo oncologico | CLICCA PER IL VIDEO

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E’ trascorso qualche mese dal primo intervento su un paziente siciliano che doveva essere operato a Roma e che invece, lo scorso 16 giugno, è stato preso in carico dalla Fondazione Giglio di Cefalù e trattato con tecnica robotica dal professore Sergio Alfieri. Da allora, i risultati del progetto Gemelli Giglio Medical Partnership, si sono moltiplicati.

L’offerta sanitaria dell’ospedale Giglio di Cefalù, ha ampliato la gamma delle prestazioni, continuando a sviluppare un polo di riferimento nell’ambito della ricerca e dell’alta formazione a prevalenza oncologica, creando opportunità per una sanità siciliana all’avanguardia.

Alla guida  del Centro della Chirurgia del Pancreas e Colorettale, troviamo il professore Sergio Alfieri, direttore dell’Unità operativa complessa di Chirurgia digestiva e del pancreas e Coordinatore del Centro chirurgico del Pancreas del Policlinico Gemelli. Una vera e propria eccellenza in campo medico che consente ai siciliani di trovare le migliori cure in Regione, evitando costosi e impegnativi “viaggi della speranza”.

“Registriamo – sottolinea Alfieri – una serie di successi che fanno dell’Ospedale di Cefalù, un centro di eccellenza nel panorama della sanità pubblica regionale. Il risultato più significativo è stato senza dubbio la sottoscrizione dell’accordo di partenariato con il Gemelli di Roma, che ha consentito alla struttura ospedaliera madonita, di poter avere a Cefalù alcuni veri e propri luminari della clinica e della chirurgia nazionale.”

La partnership tra la Fondazione Giglio e la Fondazione Gemelli, è stata siglata già da qualche mese e ha già visto, presso l’ospedale di Cefalù importanti interventi. “Il primo in assoluto – ricorda Alfieri – è stato un paziente

Sergio Alfieri

che dovevo operare a Roma per una neoplasia del retto. Ho effettuato qui, con resezione del retto per via robotica, un intervento perfettamente riuscito e il paziente è andato a casa dopo pochi giorni.” Oltre ad alcune operazioni di routine sul colon, tra gli organi più interessati da neoplasie fra la popolazione, sono stati eseguiti interventi molto complessi insieme al primario del Giglio di Cefalù, contando su uno staff di sala operatoria molto preparato e un’ottima terapia intensiva.

L’importanza di questo centro all’avanguardia consiste nel permettere ai pazienti, prima costretti ad attraversare lo Stretto per operarsi, a curarsi in Regione, a Cefalù. Grazie alla professionalità di chirurghi, anestesisti, infermieri, strumentisti, con la collaborazione dei dipendenti di Cefalù e Roma, assistiamo a uno scambio di competenze tra le fondazioni a beneficio del paziente che può curarsi al meglio a due passi da casa. Inoltre, si assiste anche a un altro fenomeno che dà la misura dell’importanza delle strutture sanitarie siciliane come quella in questione. Alcuni pazienti calabresi che in passato decidevano dei curarsi nella Capitale adesso, vista la grande eccellenza presente a Cefalù, vengono dirottati in Sicilia. Non solo è più comodo e funzionale venire qui ma, sono sicuri di trovare la stessa qualità del Gemelli.

“Oggi, all’ospedale Giglio ci sono strutture all’avanguardia, meritevoli di attenzione. I pazienti che in passato avevano intenzione di andare a Roma, sono incoraggiati a restare, trovando a Cefalù prestazioni sanitarie di alto livello. La partnership, rassicura sul fatto che possano ottenere le competenze delle due fondazioni

E’ importante che nel territorio si conosca questa struttura, questa partnership. Qui, si viene curati bene, si fanno interventi complessi con tutte le accortezze necessarie, operiamo con tecniche di chirurgia mini invasiva, laparoscopica e robotica, conclude Alfieri.

Infine, il Responsabile del Centro chirurgia del Pancreas e Colorettale Gemelli Giglio, ricorda un altro aspetto da non trascurare e che riguarda la stretta attualità. E’ indubbio, infatti, che la pandemia da Covid 19, abbia avuto delle conseguenze sulla prevenzione e sulla cura di pazienti affetti da patologie tumorali.

Dovendo dirottare i sanitari presso altri servizi e limitando gli accessi negli ospedali, soprattutto nella prima ondata, ci sono state diverse criticità che hanno inficiato, in primis, i programmi di screening.

“Purtroppo – prosegue Alfieri – ci aspettiamo, nei prossimi anni, pazienti con neoplasie più avanzate. Tuttavia, il sistema sanitario inizialmente in difficoltà, ha saputo rispondere. La campagna vaccinale è l’unica arma per proteggere i nostri ospedali. Se non vacciniamo, avremo più persone in terapia intensiva, più sanitari impegnati lì, limitando l’accesso a pazienti con tumori che devono essere operati.”

L’auspicio è che per il 2022, si possa cominciare a ritornare a una normalità più definita, potendo contare su una sanità che ha accolto la sfida della pandemia ridefinendo percorsi di eccellenza, mettendo in gioco la serie A in campo medico e offrendo al paziente spazi rinnovati, opportunità di cure al passo con i tempi e professionisti di alta qualità.

 

Per saperne di più, visita il sito

https://gemelligiglio.it/

Servizio di Marianna Grillo

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