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In Sicilia fuma una donna su cinque, l’Oms lancia l’allarme infertilità: il rischio aumenta del 40%

Non è soltanto una questione di polmoni, cuore o tumori. Il fumo può mettere a rischio anche la possibilità di avere un figlio. A dirlo è l’Organizzazione mondiale della sanità, che in una nuova analisi della letteratura scientifica rileva un rischio di infertilità superiore del 40% nelle donne che fumano rispetto a quelle che non fumano. Un dato che assume un peso particolare in Sicilia, dove il 19,5% delle donne tra i 18 e i 69 anni fuma, secondo il sistema di sorveglianza PASSI 2023-2024. In altre parole, quasi una donna siciliana su cinque, nella fascia d’età considerata, è fumatrice. Il 64,4% della popolazione tra 18 e 69 anni non fuma, mentre il 12,1% è costituito da ex fumatori. Tra i fumatori abituali il consumo medio dichiarato è di 12 sigarette al giorno. La percentuale di fumatori quotidiani raggiunge invece il 21,8% della popolazione adulta siciliana.

Il fenomeno varia anche in base alle caratteristiche socio-demografiche. La prevalenza più elevata viene registrata tra i 25-34enni, con il 26,2%, mentre raggiunge il 32,8% tra le persone con un basso livello di istruzione. Tra chi riferisce qualche difficoltà economica la quota è del 27,8%, mentre arriva al 25,8% tra chi dichiara molte difficoltà economiche. Anche sul piano territoriale le differenze sono marcate. Nelle Aziende sanitarie provinciali siciliane la prevalenza dei fumatori varia dal 16% dell’Asp di Palermo al 32% di Caltanissetta. Per gli ex fumatori, invece, si passa dall’8% di Palermo al 17% di Catania, a fronte di una media regionale del 12,1%.

Sigarette tradizionali e dispositivi elettronici

Il rapporto PASSI 2023-2024 considera anche il consumo di sigarette elettroniche e altri dispositivi. In Sicilia il 72,9% degli intervistati dichiara di non utilizzare né sigarette tradizionali né dispositivi elettronici. Il 19,1% utilizza esclusivamente sigarette, il 3,5% esclusivamente dispositivi elettronici e il 4,5% entrambi.

Ma il problema non riguarda soltanto i rischi cardiovascolari, respiratori e oncologici associati al consumo di tabacco. Una nuova pubblicazione dell’Organizzazione mondiale della sanità, diffusa l’8 settembre 2026, mette in evidenza anche il rapporto tra fumo e fertilità. L’OMS ha raccolto e sintetizzato le evidenze disponibili nella nuova pubblicazione Tobacco and infertility.

Per le fumatrici rischio di infertilità più alto del 40%

Una revisione sistematica degli studi pubblicati tra il 2000 e il 2026 ha rilevato che le donne che attualmente fumano tabacco presentano un rischio di infertilità superiore del 40% rispetto alle donne che non fumano. L’OMS sottolinea inoltre un elemento legato alla cessazione: le donne che hanno fumato in passato ma che non fumano più presentano un rischio di infertilità inferiore del 25% rispetto alle donne che continuano a fumare.

Il dato assume un peso particolare anche alla luce della presenza del fumo tra le donne siciliane. Sempre secondo il rapporto PASSI, infatti, il 19,5% delle siciliane tra 18 e 69 anni fuma. I due dati provengono da fonti e popolazioni di riferimento differenti e non possono essere combinati per calcolare quante donne siciliane siano a rischio di infertilità, ma fotografano due aspetti dello stesso problema di salute pubblica.

Il fumo riguarda anche la fertilità maschile

L’OMS ribadisce che l’infertilità non è esclusivamente una questione femminile. Una revisione recente di 44 studi, che ha coinvolto oltre 60.000 uomini, ha associato il consumo di tabacco a diverse forme di disfunzione riproduttiva. Tra i problemi evidenziati ci sono disfunzione erettile, problemi di eiaculazione, assenza di spermatozoi nel liquido seminale, ridotta motilità degli spermatozoi e anomalie nella loro morfologia.

L’OMS segnala inoltre che anche il consumo di tabacco attraverso narghilè può avere effetti sulla fertilità maschile. Per i prodotti più recenti, come sigarette elettroniche e altri prodotti a base di tabacco o nicotina, le evidenze sono invece ancora in fase di acquisizione. L’OMS sottolinea che sono necessari ulteriori studi, pur evidenziando la possibilità di effetti negativi sulla fertilità.

Meno possibilità di successo con la procreazione assistita

fertilità incintaIl fumo viene associato dall’OMS anche a una riduzione delle probabilità di successo dei trattamenti per la fertilità. L’organizzazione cita una ricerca basata su 21 studi, secondo la quale il consumo di sigarette è associato a un numero inferiore di gravidanze e di nati vivi dopo il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita, comprese procedure come la fecondazione in vitro. Le evidenze citate dall’OMS indicano che le probabilità di successo possono essere all’incirca dimezzate dal consumo di sigarette.

Non c’è soltanto il fumo diretto. La nuova sintesi dell’OMS segnala infatti che anche l’esposizione al fumo passivo può essere associata a problemi di fertilità. Le donne esposte al fumo di seconda mano possono avere un rischio maggiore di infertilità e una minore probabilità di concepire nel singolo mese in cui cercano una gravidanza.

Un problema che riguarda uomini e donne

Il quadro che emerge mette quindi insieme due dimensioni. Da una parte, in Sicilia il consumo di tabacco resta diffuso. Il 23,5% degli adulti tra 18 e 69 anni fuma e la quota sale al 27,7% tra gli uomini e raggiunge il 19,5% tra le donne. Dall’altra, la nuova analisi dell’OMS aggiunge alla lunga lista di conseguenze associate al tabacco anche gli effetti sulla salute riproduttiva. L’OMS raccomanda agli operatori sanitari di informare le persone e le coppie che stanno programmando una gravidanza sui rischi riproduttivi associati al consumo di tabacco e di offrire un supporto basato su evidenze scientifiche per smettere di fumare.

La stessa OMS ricorda che l’infertilità è definita come l’incapacità di ottenere una gravidanza dopo 12 mesi o più di rapporti sessuali regolari non protetti e sottolinea che può derivare da fattori maschili, femminili, da una combinazione dei due o da cause non spiegate.

La stessa OMS ricorda che l’infertilità è definita come l’incapacità di ottenere una gravidanza dopo 12 mesi o più di rapporti sessuali regolari non protetti e sottolinea che può derivare da fattori maschili, femminili, da una combinazione dei due o da cause non spiegate.

di Riccardo Vaccaro
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