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Idratazione e salute: perché è importante bere acqua? Meglio l’acqua gassata o naturale? di Raffaella Mallaci Bocchio

Tra i vari fattori dietetici che concorrono positivamente al raggiungimento di un buono stato di salute un posto di primaria importanza spetta all’idratazione e al corretto equilibrio tra i vari compartimenti idrici dell’organismo.

Il nostro organismo è composto per più della metà di acqua. In un adulto circa il 55-70% del peso corporeo è dato dall’acqua, la percentuale varia a 50% nell’anziano e 80% nel bambino, ovviamente il contenuto percentuale di acqua corporea è fortemente influenzato dalle abitudini alimentari, dallo stile di vita e dalla presenza di patologie.

L’acqua è fondamentale per molteplici attività metaboliche per il suo ruolo di apporto e trasporto di “sali minerali”, sostanze inorganiche con funzioni biologiche essenziali. I minerali partecipano a processi cellulari fondamentali per lo sviluppo di tessuti e organi, tra i quali la formazione di denti e ossa, alla regolazione dell’equilibrio idrosalino che presiede agli scambi cellulari, all’attivazione di numerosi cicli metabolici, tra i quali le reazioni necessarie per le funzioni energetiche dell’individuo.

La quantità di acqua da consumare al giorno è compresa tra 1200 ml (6 bicchieri da acqua) e 2000 ml (10 bicchieri da acqua). Il consumo medio di 1500 – 1600 ml può essere ottenuto consumando: un bicchiere di acqua a colazione, due bicchieri di acqua a pranzo, due bicchieri di acqua a cena e mezzo litro di acqua lontano dai pasti.

Il consumo di acqua va aumentato in particolari condizione, come:

  • Se si svolge attività fisica, per compensare l’eliminazione di acqua e sali minerali con il sudore
  • In alta quota. Ad altitudini superiori a 2500 metri aumentano l’escrezione di urina e la frequenza respiratoria con conseguente incremento delle perdite di acqua da parte dell’organismo;
  • In presenza di stati febbrili e climi particolarmente caldi.
  • Nel caso di perdite idriche dovute a diarrea o vomito.
  • Durante la gravidanza e l’allattamento. In gravidanza è indicato un consumo giornaliero di acqua di 2100 ml al giorno e di 3100 ml al giorno in allattano.

Il decreto legislativo numero 105 del 25 gennaio 1992 stabilisce il significato del termine “acqua minerale naturale” come: “Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e proprietà favorevoli alla salute”.

Le etichette riportate nelle bottiglie d’acqua possono dire molto sulle proprietà e il contenuto di sali minerali, a partire dal residuo fisso, un valore che esprime la durezza e la quantità di sodio presente nell’acqua. Infatti con un residuo fisso inferiore a 50 milligrammi per litro (mg/l), l’acqua naturale o frizzante è definita “leggera” in quanto molto povera di sodio e sali minerali e pertanto è indicata per stimolare la diuresi. Le acque oligominerali, cioè quelle che presentano poco sodio e pochi sali minerali hanno un residuo fisso non superiore a 500 mg/l e quindi sono ottime acque da bere ogni giorno, ma se superano tale valore vanno consumate con limitazione a seconda dei sali minerali presenti (calcio, zolfo, ferro, bicarbonato, magnesio, eccetera) e comunque vanno alternate ad acque oligominerali.

La scelta dall’acqua naturale o frizzante dipende solo dai gusti perché non ci sono controindicazioni per la salute nell’uso dell’acqua gassata. Per capacità di idratazione e apporto calorico pari a zero calorie l’acqua frizzante, cioè quella naturalmente frizzante, è uguale all’acqua naturale, l’unica differenza sta nella presenza di anidride carbonica. Non c’è ragione valida per sconsigliare l’acqua frizzante neanche a di chi soffre di disturbi gastrici, in quanto ’anidride carbonica non è un elemento acido ma basico e non arriva ad avere effetti nella parte alta dell’apparato gastrointestinale.

È quindi fondamentale mantenere un buon apporto idrico, ed evitare la disidratazione. Un carenza lieve carenza di liquidi si può manifestare ad esempio con mal di testa, perdita di concentrazione e di memoria, difficoltà a digerire, episodi di stipsi, perdita di tono della pelle.

A carenze più consistenti possono seguire invece un innalzamento del livello di acidità con uno squilibrio del sistema acido-base, squilibri elettrolitici, blocco della sudorazione con conseguente surriscaldamento ed eventuale colpo di calore, allucinazioni e perdita di coscienza. Senza arrivare a questi casi estremi, è tuttavia necessario prestare molta attenzione ai segnali che il corpo ci invia, al di là del semplice stimolo della sete.

A volte, ad esempio, un mal di testa può essere il segnale che avete bisogno di un bel bicchiere d’acqua, anche se non avvertite il desiderio di bere. Il vostro corpo, semplicemente, ve lo sta chiedendo in un altro modo. L’importante è non sostituire abitualmente l’acqua con bevande zuccherate che a causa dell’eccessivo contenuto di zuccheri, non solo non dissetano e ma possono portare ad uno squilibrio metabolico.

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