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Ictus: cosa fare per prevenire o diminuire le conseguenze? di Dario Cerasola

Praticare una qualsiasi attività fisica o sport potrebbe aiutare a prevenire ma anche diminuire le conseguenze di un evento d’ictus. L’ictus è un danno alle cellule cerebrali dovuto alla mancanza di ossigeno causato dell’improvvisa rottura o chiusura di un vaso cerebrale.

Tra nuovi casi e ricadute ogni anno sono circa 180.000 le persone sono colpite da ictus. Un altro dato da sottolineare è l’incidenza, questa infatti è proporzionale all’età, lieve per persone fino a 45 anni, media fino ai 65/70 anni ed elevata superata questa fascia di età.

Ricerche scientifiche, ed in particolare uno studio condotto su 265 persone di età compresa tra i 56 ed i 80 anni, pubblicato sulla rivista Neurology, mostra come chi pratica dello sport o semplicemente chi si “muove” ha avuto non solo meno attacchi, ma di minore entità rispetto a coloro che conducono una vita sedentaria.

L’esercizio fisico agisce in maniera positiva su pressione arteriosa, patologie cardiovascolari e metaboliche. Tutte queste, sono condizioni che facilitano lo sviluppo dei presupposti di un ictus (es. placche aterosclerotiche, trombi etc.).

Poiché questa patologia colpisce prevalentemente gli over 50, quando parliamo di attività fisica non intendiamo nel senso stretto sport. Ci riferiamo anche a tutte quelle attività quali, camminare, andare in bici, fare giardinaggio etc.

Per chi invece dello sport non ne può fare a meno, si consiglia, come indicato dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) di compierlo 3-5 volte la settimana, di non superare l’intensità dell’85% della frequenza cardiaca massima e di prediligere gli sport di tipo aerobico.

Inoltre se siamo stati colpiti da questo evento l’esercizio fisico attraverso la riabilitazione ci aiuta non solo a mantenere ma anche a migliorare le funzioni motorie residue.

 

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