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Eccessi alimentari, sedentarietà e sovrappeso: i nuovi dati sulle epatiti virali A, B, C, E di Giuseppe Natoli

In Italia e nei paesi industrializzati, le epatiti sono causate soprattutto dall’abuso di alcol. Tuttavia, esiste un altro fattore di rischio emergente, rappresentato dalla cosiddetta steatosi epatica o fegato grasso; in pratica, a causa degli eccessi alimentari, della sedentarietà e del sovrappeso, il fegato tende a infarcirsi di grasso e ciò può determinarne l’ingrossamento e l’infiammazione. Nei Paesi in via di sviluppo prevalgono invece le forme infettive, che sono comunque comuni anche in Italia e negli altri Paesi industrializzati.

Nel recente numero del bollettino SEIEVA (Sistema Epidemiologico Integrato delle Epatiti Virali Acute), viene presentato l’andamento dell’incidenza delle epatiti virali A, B, C, E dal 1985 al 31 dicembre 2018.

Il quarto numero del bollettino, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, è nato allo scopo di descrivere l’epidemiologia dell’epatite acuta in Italia differenziata per tipo specifico, con particolare riferimento all’incidenza e ai fattori di rischio associati alla malattia.

Da una prima analisi si evidenzia un andamento in continua diminuzione per quanto riguarda l’epatite B e C e un andamento, relativamente all’epatite A, caratterizzato da ricorrenti picchi epidemici di importanza variabile.

In merito ai dati del 2018, sono stati segnalati complessivamente 707 casi di epatite A, soprattutto da regioni del centro-nord quali Piemonte, Lombardia, Liguria, Toscana, Emilia Romagna, Lazio e Veneto (16 in Sicilia). Il numero si è notevolmente ridotto rispetto all’anno precedente, pur rimanendo comunque al di sopra dei livelli osservati nei 3 anni precedenti, con un’incidenza di 1,5 casi x 100.000 abitanti (6,9 casi x 100.000 abitanti nel 2017). Sono notevolmente aumentati i casi pediatrici (0-14 anni) ma diminuiti quelli tra i 35 e i 54 anni. Il contagio più frequente risulta in seguito a viaggi in aree endemiche (25,3% dei casi) o al consumo di molluschi crudi o poco cotti contaminati dal virus (43,9%). Si è osservato invece che tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (Msm, men who have sex with men) si stia esaurendo, anche se non è ancora tornato ai livelli del periodo precedente l’epidemia (primi mesi del 2016).

Nel 2018 in Italia sono stati segnalati 212 nuovi casi di epatite B acuta, con un’incidenza pari a 0,4 per 100.000 abitanti. L’andamento delle incidenze mostra una progressiva diminuzione. Come in passato, i soggetti più colpiti restano quelli di età compresa fra i 35 ed i 54 anni, fascia di età in cui l’incidenza di malattia raggiunge un valore di 0,8 per 100.000. Le regioni che hanno segnalato la maggior parte dei casi sono al centro-nord: Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte, Lazio e Veneto (9 in Sicilia). Il 76% dei casi segnalati è di sesso maschile. Il fattore di rischio più frequentemente riportato è l’esposizione a trattamenti di bellezza quali manicure, piercing e tatuaggi (35% dei casi), mentre l’esposizione sessuale, intesa come partner sessuali multipli o mancato uso del profilattico in corso di rapporti occasionali, si è registrata nel 28% dei casi. Nell’12% dei casi, l’infezione risulta associata all’ambito nosocomiale.

In merito all’epatite C, l’anno scorso sono stati 48 gli infetti, un’incidenza di 0,1 casi per 100.000 abitanti (dimezzata rispetto al 2009). Il maggior numero di casi è stato segnalato dall’Emilia Romagna e dalla Lombardia, seguiti dalla Toscana (2 in Sicilia). Si tratta di un’infezione che colpisce prevalentemente gli uomini (67%). L’assunzione di droghe per via parenterale rimane un’importante fattore di rischio (riportato dal 27% dei casi) anche se sembrano rivestire una notevole importanza l’esposizione sessuale, intesa come partner sessuali multipli o mancato uso del profilattico in corso di rapporti occasionali (35% di casi) e procedure mediche e chirurgiche invasive riportate dal 35% dei casi. Il 23% dei casi riporta un’esposizione a trattamenti estetici (come manicure, piercing e tatuaggi) mentre la convivenza con un soggetto HCV positivo rappresenta il fattore di rischio meno frequente tra quelli analizzati (14% ).

Continua nel 2018 il trend in aumento dei casi di epatite E (49 casi, uno in Sicilia). Quasi tutti i casi (tranne 4) risultano autoctoni, 67% uomini, più della metà dei quali di età maggiore di 55 anni.

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