Da Palermo ad Agrigento, Floridia e Lampedusa. Il progetto di Novo Nordisk e Fondazione Banco Farmaceutico passa da due a cinque realtà coinvolte nell’Isola. Nel 2026 la rete nazionale sale a 16 strutture in 10 regioni.
L’insulina è una terapia essenziale per chi convive con il diabete, ma per alcune delle persone più fragili l’accesso alle cure può diventare tutt’altro che scontato. È da questa fascia di popolazione, composta da persone indigenti, senza dimora e migranti che possono trovarsi fuori dai normali percorsi di presa in carico, che parte “Vulnerabili”, il progetto nato dalla collaborazione tra Novo Nordisk e Fondazione Banco Farmaceutico.
A un anno dal lancio, la rete siciliana si amplia. Dopo il coinvolgimento nel 2025 del Centro Astalli e del Centro di Accoglienza Padre Nostro a Palermo, nel 2026 entrano nel progetto tre nuove realtà ad Agrigento, Floridia e Lampedusa. La Sicilia passa così da due a cinque strutture socioassistenziali coinvolte, estendendo l’iniziativa dal capoluogo ad alcuni dei territori maggiormente interessati da condizioni di marginalità sociale e fenomeni migratori.
Il bilancio del primo anno è stato tracciato oggi a Palermo, a Palazzo Palagonia alla Gancia, alla presenza, tra gli altri, del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, del sindaco Roberto Lagalla, del consigliere di amministrazione della Fondazione Banco Farmaceutico Francesco Di Molfetta, del presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro Maurizio Artale e del rappresentante di Novo Nordisk Italia Marco Salvini.
Nel primo anno “Vulnerabili” ha coinvolto complessivamente 9 realtà socioassistenziali in 5 regioni, con la distribuzione di oltre 5.500 dispositivi iniettivi con insulina e 40 mila aghi. Nel 2026 il progetto si amplia a 16 realtà distribuite in 13 comuni e 10 regioni, con una fornitura prevista di oltre 6.200 dispositivi con insulina e 46 mila aghi.
A spiegare il senso dell’iniziativa è stato Roberto Lagalla, che ha sottolineato come il progetto metta insieme soggetti pubblici e privati per garantire gratuitamente presidi e dispositivi a chi si trova in maggiore difficoltà.
“Si tratta di un’iniziativa che mette ancora una volta insieme soggetti pubblici e soggetti privati, in questo caso del comparto farmaceutico, che rendono disponibili gratuitamente a chi ha più difficoltà i presidi farmacologici e i dispositivi per il controllo dell’insulina nei pazienti diabetici. ha detto il sindaco, ricordando l’esperienza avviata a Palermo con il Banco Farmaceutico, Novo Nordisk, il Centro Padre Nostro e il Centro Astalli.
Per il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, però, il prossimo obiettivo non riguarda soltanto l’assistenza, ma anche la prevenzione: “Ci si allarga, come si dice in Sicilia, andiamo a Agrigento, Florida, Lampedusa, raddoppiando un impegno che ha dimostrato con le migliaia di insuline che sono state distribuite la sua capacità di essere davvero al fianco di chi non ce la fa. Obiettivi raggiunti, ma quali sono i propositi per il prossimo futuro? I propositi sono quelli di andare avanti con un progetto che ha l’ambizione di diventare anche europeo, raddoppiando quest’anno il numero delle regioni, e poi andare sulla prevenzione. La legge 130, quella che istituisce prima al mondo lo screening per rilevare il diabete 1 e la celiachia, è totalmente operativa”.
Proprio la capacità di intercettare persone che rischiano di rimanere fuori dai percorsi ordinari di cura rappresenta uno degli aspetti centrali del progetto. Francesco Di Molfetta ha parlato di una povertà sanitaria che procede parallelamente all’aumento della povertà assoluta e ha indicato tra i destinatari dell’iniziativa anche persone senza dimora e migranti che non hanno ancora una posizione regolare e possono incontrare difficoltà nell’accesso al Servizio sanitario nazionale: “Il progetto dei vulnerabili permette soprattutto alle persone senza dimora, agli immigrati, ai clandestini che arrivano, di accedere al servizio sanitario nazionale, dare loro dell’insulina grazie alla nuova Nordisk”.
Per Maurizio Artale, presidente del Centro di Accoglienza Padre Nostro, il passaggio fondamentale è riuscire a individuare queste persone il prima possibile. “È fondamentale poterli intercettare prima”, ha spiegato, sottolineando che le persone già individuate vengono oggi prese in carico all’interno del poliambulatorio.
Il progetto “Vulnerabili”, intanto, punta a proseguire e ad ampliare ulteriormente la propria dimensione. L’obiettivo indicato dai promotori è arrivare anche a una prospettiva europea, partendo da una rete che in Italia, nel giro di un anno, è passata da 9 a 16 realtà socioassistenziali.
