Sanità in Sicilia

Dare voce alla fibromialgia: patologia dalle origini ancora poco conosciute

Lady Gaga ha dato voce alla Fibromialgia dichiarando, nel 2017, di esserne affetta.

Da quel momento si è sempre più sentito parlare di questa patologia sconosciuta e spesso sottostimata.

Il 2-5% della popolazione mondiale ne è affetta e parlare apertamente dei propri disturbi è il primo passo verso la diagnosi e la cura.

I sintomi sono così vari e variamente combinati tra di loro che è giusto parlare di paziente con fibromialgia o meglio con sintomi fibromialgici. Infatti, il paziente spesso consulta vari specialisti in una sorta di calvario senza una diagnosi o peggio con una etichetta di malato immaginario con disturbo psichiatrico. E’ vero i sintomi sono vari e non c’è organo o sistema risparmiato ma i criteri per la diagnosi esistono e sono stati messi a punto dall’American College of Rheumatolgy (gli ultimi nel 2010).

Le caratteristiche fondamentali sono due: il dolore diffuso a quasi tutte le regioni corporee (ne vengono individuate dal medico esperto 5 e almeno 4 debbono essere interessate) e la presenza di un gruppo di sintomi di sofferenza generalizzata (fatica persistente, sonno non ristoratore al mattino, turbe cognitive, cefalea, crampi al basso ventre, depressione). Questi due elementi diagnostici vengono valutati e quantizzanti con dei punteggi che permettono di caratterizzare la gravità complessiva della sindrome.

Bisogna tenere ben presente che la diagnosi di fibromialgia non esclude mai la presenza di altre malattie clinicamente rilevanti. Pertanto in caso di sintomi persistenti è necessario consultare un clinico esperto per una valutazione prima di tutto delle condizioni di salute generali per potere poi considerare la possibilità della diagnosi di sindrome fibromialgica. L’internista o il reumatologo dovrà sempre considerare la necessità di fare dei controlli periodici per verificare che i sintomi fibromialgici non coprano condizioni di nuova insorgenza clinicamente rilevanti.

Secondo le recenti raccomandazioni dell’European League Against Rheumatism (2017) l’approccio terapeutico dovrebbe iniziare con l’educazione del paziente ed il trattamento non farmacologico (in primis attività fisica) integrando un trattamento farmacologico qualora i primi due risultino insufficienti.

Uno stile di vita sano può ridurre il dolore, migliorare la qualità del sonno, ridurre l’affaticamento e aiutare a chi ne è affetto a convivere meglio con la fibromialgia. L’esercizio fisico è una parte molto importante del trattamento della fibromialgia, permette di alleviare i sintomi, l’affaticamento ed il dolore. Esercizi di respirazione profonda o la meditazione contribuiscono a ridurre lo stress che può scatenare i sintomi specifici.

E’ inoltre importante impostare un modello di sonno regolare; andare a letto e svegliarsi alla stessa ora ogni giorno e dormire abbastanza da permettere al proprio corpo e alla propria mente di riposare bene, moderare il consumo di caffeina e astenersi dal fumo data la proprietà stimolante della nicotina.

Sono, inoltre, presenti sul territorio associazioni di pazienti fibromialgici che promuovono attività importanti per il miglioramento della qualità di vita dei soggetti che ne prendono parte.

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