Sanità in Sicilia

Coronavirus, manifesto firmato da 50 scrittori in Sicilia per il sostegno alla cultura e alle case editrici

Le scrittrici e gli scrittori siciliani hanno scelto di unirsi in un’unica voce, firmando un manifesto “che fotografa lo stato attuale della cultura e del mondo editoriale dell’isola in questo difficile momento storico”. È stata Mari Albanese, autrice di Navarra Editore a proporre la stesura di un documento che mettesse assieme tutte le nostre realtà culturali. “Attraverso un tam tam veloce, in meno di 24 ore, a rispondere sono stati in oltre 500, tra scrittrici e scrittori siciliani, per sposare l’appello a sostegno delle loro case editrici- si legge in una nota – Il manifesto si coniuga con la proposta avanzata, pochi giorni fa, da 50 editori indipendenti dell’isola al Parlamento Siciliano e che andrà in discussione all’interno della Finanziaria del Governo Regionale”. “Tante sono state le firme di figure di primo piano della scrittura siciliana a sostegno del mondo editoriale, inteso come avamposto a difesa della nostra cultura e del nostro sapere”, fa sapere la casa editrice Navarra editore.

“La cultura sta soffrendo. Ci piace raffigurarla come se fosse un grande libro che abbraccia l’umanità intera, dove ogni giorno con il nostro esserci, ciascuno di noi, contribuisce alla creazione di un patrimonio collettivo mai dato una volta per tutte, ma sempre in movimento – si legge nella nota -Questo patrimonio da settimane ha smesso di muoversi, di incontrarsi, di scrivere. Ci siamo abituati, repentinamente, ad un nuovo modo di vivere la socialità, il distanziamento dall’altro da noi che fino a ieri era, invece, disvelamento e bellezza, soprattutto per noi autrici e autori, innamorati dei volti che incrociamo, degli occhi carichi di storie, dei corpi che tracciano traiettorie del possibile e che portano in sé la certezza di narrazioni sempre nuove ed affascinanti”.

“Siamo costretti a stare lontani, ma è pur vero che il pensiero non può rimanere ad un metro di distanza, anzi deve rincorrere il fluire di altri pensieri, avvinghiarsi tra le trame delle parole altrui, trattenerle, amarle – si legge ancora nel manifesto firmato da scrittori ed editori- Le case editrici indipendenti, imprese culturali coraggiose, stanno pagando un prezzo altissimo e la ripresa sarà molto dura sia per loro che per noi. Una casa editrice è come una famiglia, un libro che vede la luce è una creatura di cui prendersi cura fino a farle spiccare il volo. Tutto questo ha subito un arresto. Fiere, Festival ed eventi sono stati annullati, occasioni mancate che non potranno mai essere sostituite dai mille modi ”social” che noi, stiamo portando avanti per rimanere accanto alle nostre lettrici e ai nostri lettori”.

“Ci uniamo pertanto alla battaglia del nostro mondo editoriale, che poi ci appartiene come una seconda pelle, siamo al loro fianco in questo momento difficile – si legge ancora – Quel mondo che non si regge sui grandi numeri, sui nomi importanti, sulla pubblicità che spesso annienta i rapporti sociali, ma che ha il coraggio di far crescere i sogni e di investire nella bella scrittura, in quel segmento di bellezza che spesso rimane in penombra, offuscato dalle copertine patinate messe in vetrina. Per tale ragione sosteniamo la proposta dei nostri editori rivolta al Parlamento siciliano e che si tradurrebbe in un doppio risultato, da un lato sostenere le realtà che stanno subendo uno stop prolungato e dall’altro, rafforzare la rete delle biblioteche comunali che sono e dovrebbero essere ancor di più, luoghi di socialità e di confronto culturale in tutti i nostri territori e le nostre comunità”.

“Ci appelliamo alle Istituzioni, alle librerie, alla sensibilità delle tante donne e dei tanti uomini che amano la lettura invitandoli a sostenerci. Comprare un nostro libro, regalarlo o consigliarlo è un atto d’amore ed un’esperienza unica per chi ancora desidera meravigliarsi dinanzi alla scoperta – dicono gli scrittori – Aiutateci, sostenete le vostre autrici e i vostri autori siciliani, divulgate la bellezza che la nostra terra è ancora in grado di donarci.

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© Riproduzione Riservata
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