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Autismo, Antonio D’Aquino (pedagogista): “L’integrazione è un percorso” | Video servizio di Veronica Gioè

 

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Ci siamo dedicati in questi mesi al tema dell’autismo, sviluppando un percorso di tre appuntamenti, toccando l’aspetto politico-sociale, quello medico e infine in quest’ultimo appuntamento parleremo di quello legato all’integrazione.

Antonio D’Aquino – Giuseppe Auteri

Quindi, come un ragazzo autistico riesce ad integrarsi nei contesti che frequenta, come ad esempio la scuola? Viene accolto e compreso da subito? Quali i disagi principali?

A questo proposito sapere cos’è l’autismo o forse sarebbe più corretto dire gli autismi potrebbe aiutarci a comprendere meglio quel mondo che il più delle volte è chiuso, difficile da penetrare, ci aiuterebbe ad approcciarci nel modo giusto e a includere e non escludere coloro che quotidianamente vivono la vita approcciandola con modalità diverse dal nostro modo di vivere la realtà.

Ne abbiamo parlato con Antonio D’Aquino, pedagogista e insegnante di sostegno che spiega “L’integrazione è un percorso, non è un obiettivo ultimo e parte dal primo inserimento a scuola ed è un processo bilaterale, si integra l’alunno con autismo, ma è anche la classe che deve integrarsi ed avvicinarsi“.

Esistono dei limiti strutturali – aggiunge D’Aquino – perché alle volte le scuole non sono dotate di spazi idonei anche se adesso con la tecnologia e i nuovi ausili sono stati fatti passi avanti, inoltre, c’è una volontà di mettersi in gioco da parte del corpo docente, attraverso, ad esempio, la partecipazione a corsi di formazione, e di modulare il percorso scolastico in base alle esigenze del gruppo”.

 

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