Le spondiloartriti si differenziano in base all’interessamento della colonna vertebrale e delle articolazioni sacroiliache (forme assiali) o meno (forme periferiche).
Le spondiloartriti si differenziano in base all’interessamento della colonna vertebrale e delle articolazioni sacroiliache (forme assiali) o meno (forme periferiche).
La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia con un grande impatto sociale per la sua elevata prevalenza, per le conseguenze invalidanti e anche per l’elevata mortalità. Esiste uno strettissimo legame tra prevalenza della BPCO e abitudine tabagica, che rappresenta il principale fattore di rischio. Il riconoscimento dei fattori di rischio ha fatto sì che oggi la malattia venga definita prevenibile, presupponendo uno sforzo comunitario nella identificazione dei soggetti a rischio (fumatori o ex-fumatori) e nell’attuazione di tutte le misure idonee alla cessazione dell’abitudine tabagica. Questo è un periodo invernale dove tra alti e bassi e piogge alluvionali la temperatura ambientale scenderà sempre più favorendo infezioni e riacutizzazioni di malattie croniche respiratorie come la BPCO. In questi giorni, inoltre, è stata pubblicata un’importante revisione sistematica…
Nell’immaginario comune l’asma bronchiale rappresenta una patologia di facile gestione e, non raramente, di “autogestione”. Tuttavia, la malattia può complicarsi o evolvere verso forme più gravi e di difficile controllo. Queste forme, benché numericamente meno frequenti, pongono il paziente a rischio di ospedalizzazione e perfino di morte, compromettendone comunque la salute e la vita di relazione, e rappresentando pertanto una vera sfida per lo specialista. Le più recenti raccomandazioni internazionali suggeriscono l’utilizzo di farmaci biologici per migliorare il controllo dei sintomi nei pazienti con asma grave non controllato. Abbiamo chiesto ad un esperto, il professore di Pneumologia all’Università di Palermo, Nicola Scichilone, maggiori chiarimenti su questa delicata patologia. A quale tipo di paziente si fa riferimento? “La definizione di asma grave individua quei pazienti che, nonostante una…
La prevenzione del tumore del seno deve cominciare a partire dai 20 anni con l’autopalpazione eseguita con regolarità ogni mese. Ogni anno in Italia vengono diagnosticati più di 50 mila nuovi casi di tumore al seno. Grazie ai continui progressi della medicina e ai numerosi screening per la diagnosi precoce, tuttavia, di questa malattia oggi si muore meno rispetto al passato. Il tumore al seno colpisce prevalentemente le donne oltre i 40 anni e i fattori di rischio responsabili sono correlati allo stile di vita e identificati come una dieta povera di frutta e verdura ma ricca di grassi animali, il fumo di sigaretta e la sedentarietà. L’esame periodico del proprio seno permette di imparare a conoscerne l’aspetto e di notare qualsiasi cambiamento. Sebbene la sola…
Su International Journal of Dermatology è stato pubblicato on-line l’agosto scorso un interessante lavoro scientifico che evidenzia un problema molto spesso sottovalutato e che al contrario ha una grande importanza per i pazienti in generale ma in particolare per le persone che soffrono di psoriasi. La disfunzione erettile è un problema che affligge milioni di uomini nel mondo in grado di alterare i rapporti intimi con l’altra persona e quindi anche le relazioni interpersonali in generale. Pensiamo quindi quanto ciò possa essere importante in chi è affetto da una malattia cutanea altamente disabilitante, quando non curata, e che potenzialmente tende a far sottovalutare al medico specialista altre problematiche quali quelle della sfera sessuale. Innanzitutto cosa è la psoriasi: è una malattia autoimmune mediata dalle cellule T (una particolare classe di linfociti), a…
Il report del Centro Europeo di sorveglianza sulle malattie (ECDC) parla chiaro per quanto riguarda i dati sulla polmonite da legionella: Italia (1556 casi) e Francia (1389) sbancano rispetto a tutti gli altri paesi che fanno parte della rete (30 paesi dell’area europea) seguiti ad una certa distanza dalla Germania (865 casi). Tassi di incidenza di malattia da legionella nei vari paesi europei (il colore più marcato indica i paesi con un elevato numero di casi) (dati ufficiali dell’ECDC) I dati ufficiali sono relativi al 2015 ma mostrano un trend di crescita in Italia (a partire da circa 1000 casi nel 2011) che dovrebbe spingere ad un maggiore controllo del fenomeno da parte dell’autorità sanitarie. Quindi, quanto sta succedendo a Brescia non può rappresentare una novità da un punto di…
La recente epidemia, per quanto riguarda la polmonite, avvenuta nel bresciano mi spinge ad approfondire questo argomento di grande importanza visto che rappresenta un fenomeno epidemiologico di grande impatto soprattutto con picchi di mortalità che riguardano i bambini e gli anziani (si stima una frequenza di circa 25 casi ogni 10.000 persone in un anno). Perché polmoniti di comunità? Perché rappresentano quella fetta di polmoniti che vengono contratte al di fuori dell’ospedale e che determinano l’arrivo presso i pronto soccorso. Questa distinzione è necessaria perché esistono polmoniti che vengono contratte in ospedale che hanno una mortalità globale maggiore (perchè causate da germi multiresistenti alle terapie antibiotiche). Tuttavia, chi ha eseguito nei mesi precedenti procedure invasive in strutture sanitarie (esami endoscopici, emodialisi, etc.) o chi è ricoverato in case…
Un recente studio (Lancet Diabetes Endocrinol 2018; 6: 361–69) condotto su 8980 individui della contea svedese Scania, seguiti per diversi anni, ha evidenziato come il diabete mellito è rappresentato da un gruppo eterogeneo di condizioni cliniche il cui comune denominatore è rappresentato da alti livelli di glicemia nel sangue. Lo studio attraverso una analisi statistica sofisticata individua cinque gruppi di pazienti. Tuttavia, chi si occupa di pazienti conosce bene la differenza tra diabete mellito tipo 1 che è caratterizzato da anticorpi anti insule pancreatiche che comporta un esaurimento della produzione insulinica e tipo 2 in cui non è la carenza insulinica che rappresenta il vero problema ma la capacità dell’organismo di utilizzarla correttamente per ridurre e controllare durante il giorno e in relazione ai pasti i livelli di glucosio nel sangue…
Assolutamente stupefacente il risultato di uno studio recentissimamente pubblicato su una rivista internazionale: i malati di cancro al colon (stadio 3) che consumano almeno 350 cc di bibite zuccherate artificialmente riduce del 23% il rischio di ricorrenza o morte.