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Allattamento al seno fondamentale per la salute della madre e del bambino di Ambra Parisi

allattamento

Secondo la scheda “Global Breastfeeding Scorecard” (contenuta nel rapporto UNICEF e OMS, in collaborazione con il Global Breastfeeding Collective pubblicato nell’Agosto 2017), su 194 Stati posti sotto analisi, solo il 40% dei bambini tra 0 e 6 mesi viene allattato esclusivamente con latte materno e solamente in appena 23 Stati il tasso di allattamento al seno supera il 60%.

Dati che, se confrontati con le stime presentate dallo studio: “Nurturing the Health and Wealth of Nations: The Investment Case for Breastfeeding“, secondo cui incrementare del 50% il tasso globale allattamento tra i bambini sotto i 6 mesi da qui al 2025 consentirebbe di salvare la vita di circa 520.000 bambini (0-5 anni), offrono una forte motivazione per compiere un efficace sforzo strategico al fine di raggiungere l’obiettivo.

Altrettanto forti e numerose sono le evidenze che, al di là dell’ aspetto legato allo sviluppo e al rafforzamento del legame madre-figlio, analizzano nello specifico gli importanti effetti dell’allattamento materno sulla salute legati tanto alla all’aspetto prevenzione quanto al vero e proprio effetto terapeutico.

Nei primi 6 mesi di vita del bambino, questa pratica contribuisce infatti a:

  • prevenire diarrea e polmonite, le due principali cause di mortalità neonatale;
  • aumentare le difese immunitarie fornendo al neonato gli anticorpi necessari;
  • cambiare la composizione dei nutrienti nel tempo, adattandosi alle esigenze specifiche sviluppate di mese in mese;
  • prevenire disturbi futuri come allergie, diabete, obesità, otiti, malocclusioni dentali permettendo un corretto posizionamento della mandibola e della mascella.

Nella madre che allatta si riscontra inoltre:

  • un’evidente riduzione del rischio di soffrire di tumore alle ovaie (attualmente la stima risulta essere del 27%) e al seno, a loro volta due tra i principali fattori di mortalità fra le donne adulte;
  • un notevole contributo a distanziare le gravidanze grazie al LAM (Lactational Amenorrhea Method);
  • un importante rilascio di endorfine, utili a contrastare l’insorgenza della depressione post partum;
  • la prevenzione e la riduzione del rischio di contrarre il diabete prima della menopausa;
  • la prevenzione e il trattamento delle emorragie post-partum.

Aspetti che ancora troppo spesso vengono sottovalutati ma che sempre più acquisiscono attenzioni. Un ruolo importante nella rivalutazione della pratica dell’allattamento al seno hanno giocato i recenti studi sul colostro, prima secrezione dall’aspetto giallastro delle ghiandole mammarie presente già durante la gravidanza e nei primi giorni dopo il parto.

Lo studio dei componenti del colostro e dei loro effetti ha infatti permesso di ipotizzare e rendere concreti nuovi e importantissimi approcci terapeutici nella medicina:

  • i diversi fattori di crescita in esso contenuti hanno infatti la capacità di aumentare la produzione di linfociti T, equilibrare i livelli di glucosio nel sangue, diminuire quindi la necessità di insulina, permettere guarigioni più rapide, e riparare ossa e muscoli;
  • le immunoglobuline (A, D, E ,G, M) sono invece utili per neutralizzare tossine e microbi, distruggere batteri, ed hanno inoltre un notevole effetto antivirale;
  • la lactofferina (proteina antivirale, antibatterica, antinfiammatoria, contenuta nel colostro)  ha un effetto terapeutico nei confronti di HIV, cytomegalovirus, herpes, candida albicans, infezioni;
  • l’ormone PRP, che regola la ghiandola del timo, rende il colostro utile sia per stimolare il sistema immunitario sottotono, sia per diminuirne l’attività nelle malattie autoimmuni, (lupus, artrite reumatoide, allergie);
  • le citochine (Interleuchina 1, 6, 10, Interferone G a Linfochine), le più ricercate per realizzare protocolli di cura del cancro grazie alla loro capacità di indurre nelle cellule maligne morte selettiva apoptotica.

Una serie di nuovi spunti, offerti da una ricerca in costante sviluppo, su cui fondare e mettere in atto strategie che possano finalmente raggiungere gli obiettivi salute, investendo in maniera efficace sul bene più prezioso, le nuove generazioni.

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