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Samot a Sciacca per diffondere la cultura delle cure palliative tra medici, specialisti e istituzioni sanitarie CLICCA PER IL VIDEO

Diffondere la cultura delle cure palliative, creare un dialogo più stretto tra medici di famiglia, specialisti e istituzioni sanitarie, ma soprattutto garantire ai pazienti un diritto che troppo spesso arriva in ritardo. È questo l’obiettivo del convegno Cure palliative. Dalla normativa all’impegno”, in programma il prossimo 23 maggio nell’aula “Filippo Piraino” dell’ospedale Giovanni Paolo II di Sciacca.

L’iniziativa, organizzata da SAMOT, rappresenta il secondo appuntamento promosso dall’associazione nel territorio saccense dopo il convegno che si era svolto ad aprile all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Sciacca, riscuotendo una forte partecipazione tra medici di medicina generale e specialisti del territorio.

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“Questi convegni hanno il compito unico di diffondere la cultura delle cure palliative“, spiega il dottor Tommaso Favara, referente medico Samot. “Le cure palliative sono ormai una branca specialistica validata anche a livello universitario. Da pochi anni è nata anche la scuola di specializzazione in medicina e cure palliative.

Il convegno entrerà nel merito di uno dei temi più delicati della sanità contemporanea, ovvero l’assistenza ai pazienti affetti da patologie oncologiche o cronico-degenerative in fase avanzata. Al centro della giornata ci sarà infatti la legge 38 del 2010, che sancisce il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore.

“Le cure palliative sono prima di tutto un diritto”, sottolinea Tommaso Favara. “La legge 38 lo stabilisce chiaramente e, dal 2017, queste prestazioni rientrano anche nei livelli essenziali di assistenza (LEA). Tuttavia serve ancora diffondere questa cultura all’interno della cittadinanza e tra gli stessi operatori sanitari”.

Secondo il medico, uno dei principali problemi resta il ritardo nell’attivazione dei percorsi assistenziali. “Spesso le cure palliative, pur essendo un diritto, arrivano tardi o non arrivano affatto. Questo crea un grave distress non solo per il paziente, ma anche per la famiglia e per l’équipe multidisciplinare che segue l’assistenza”.

Da qui la necessità di costruire una rete condivisa tra professionisti sanitari. “Bisogna lavorare in sinergia con i medici di medicina generale, gli specialisti e i colleghi dell’Asp — aggiunge Tommaso Favara — per trovare un linguaggio comune e individuare i criteri corretti che permettano di attivare le cure palliative nel momento giusto”.

Alla giornata prenderanno parte diversi esperti del settore. Previsti gli interventi di Giorgio Trizzino, fondatore e direttore sanitario di Samot, di Nino Sandullo, medico palliativista e promotore dell’iniziativa, di Geraldo Alongi, ex responsabile dell’Hospice di Agrigento, di Domenico Santangelo, responsabile dell’Oncologia di Sciacca, e del vicepresidente provinciale della Fimmg, Vito Sclafani.

Il programma prevede due sessioni dedicate ai cambiamenti necessari nell’assistenza territoriale e al ruolo del distretto sanitario, con tavole rotonde e momenti di confronto tra professionisti.

Un tema, quello delle cure palliative, che negli ultimi anni sta assumendo un peso sempre più centrale anche in Sicilia, dove l’invecchiamento della popolazione e l’aumento delle patologie croniche rendono sempre più urgente il rafforzamento di una rete assistenziale capace di accompagnare pazienti e famiglie nei momenti più complessi della malattia.

di Riccardo Vaccaro
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